Pellegrini con Maria, Madre della Consolazione

Pubblicato giorno 29 ottobre 2016 - notizie

2016-10-29-pellegriniSabato 29 ottobre, ci siamo recati in pellegrinaggio alla Cattedrale per celebrare l’Eucaristia assieme a S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nostro Arcivescovo, e a tutti i fedeli e i presbiteri della Vicaria Reggio Nord.

Abbiamo pregato gli uni per gli altri perché Maria, che veneriamo come Madre della Consolazione, porti serenità alle nostre famiglie, allievi le sofferenze degli ammalati, consoli i cuori di chi ha perso una persona cara. Mons. Angelo Casile, Vicario foraneo, ha rivolto il saluto al nostro Arcivescovo con le seguenti parole:

«Eccellenza Reverendissima,
ai piedi della Vergine Maria, Madre della Consolazione, che veneriamo con profondo affetto filiale, vogliamo stringerci attorno a lei, nostro amato pastore, nella fede in Gesù Risorto, per elevare ancora fervide preghiere per il nostro caro confratello don Vincenzo Varacalli, che nella Chiesa ha esercitato il sacro ministero con umiltà e dedizione, perché il Signore, Buon Pastore delle nostre anime, lo renda partecipe della liturgia del cielo.
Con gli occhi e il cuore rivolti verso il Bambino Gesù, portato in braccia dalla Madre della Consolazione, vogliamo pregare per tutta la Vicaria di Reggio Nord, affidando al Signore le comunità parrocchiali di: S. Lucia Vergine e Martire, SS. Salvatore, S. Bruno, S. Maria Madre della Consolazione, S. Caterina Vergine e Martire, S. Nicola di Bari, S. Giovanni Battista, S. Stefano di Nicea, Maria SS. del Carmelo.
Con la grazia che viene da Dio e l’incessante orazione di Maria “per noi peccatori”, ogni comunità parrocchiale sia casa di preghiera, soprattutto per le vocazioni di speciale consacrazione, e cammino di speranza che diffonde il buon profumo di Cristo. L’esperienza cristiana coinvolga sempre più i bambini, i giovani, gli studenti, le famiglie, gli anziani e gli ammalati.
Come Zaccheo, che sale sull’albero (cfr Lc 19,4) per vedere Gesù, anche noi vogliamo salire in braccio alla Vergine della Consolazione perché ci aiuti ad accogliere, vivere e testimoniare il Vangelo di Gesù».

Nell’omelia, il nostro amato pastore, così ha esortato e rincuorato i presenti:

«Carissimi fedeli,
benvenuti anche quest’anno a quest’incontro con Maria Santissima, qui in Cattedrale. E anche con il vostro vescovo che così ha la possibilità di parlare con tanti fedeli. Ho la possibilità di incontrarvi.
Questo incontro, all’inizio dell’anno pastorale, ha un significato tutto particolare, perché ho la possibilità di parlare con voi del tema di quest’anno pastorale. Abbiamo dedicato quest’anno alle vocazioni di speciale consacrazione. Che cosa vuol dire: “di speciale consacrazione”?
Tutti noi, in quanto battezzati, riconosciamo che la vita è dono di Dio. Dio da la vita a ciascuno di noi e affida a ciascuno di noi una missione. La vita è cercare di capire questa missione. Pensate a quel che è accaduto, proprio in questi giorni, al parroco di Terreti (morto a 52 anni)… c’è una chiamata ad una vita più breve, c’è una chiamata ad una vita più lunga.
La fede in cosa consiste? Cercare di capire che quello che il Signore ci chiede, quello è la ‘chiamata’. Così, alzandoci al mattino, diciamo: “Quello che oggi ci capiterà è la Tua volontà”. E la sera: “ Quello che oggi è capitato è la Tua volontà e l’ho accettato”. In questa chiamata alla vita c’è poi il battesimo, che è la chiamata a partecipare di questo dono che è essere figli di Dio. Noi siamo stati chiamati ad essere conformi a Cristo: Dio ci prende come figli.
Questa chiamata alla vita e alla fede regola la nostra vita.
Quali sono le vocazioni di speciale consacrazione? Sono quelle vocazioni che Dio chiede ad alcuni per far capire a tutti la chiamata alla vita e alla fede. Così per questo mi ha chiamato ad essere vostro vescovo, per testimoniarvi e aiutarvi a vivere la vostra chiamata alla vita, la vostra chiamata alla fede.
Chi sono i sacerdoti? Coloro che hanno ricevuto la chiamata ad essere collaboratori di questa chiamata che ha il vescovo. Così le vocazioni missionarie, i religiosi, …, gli istituti secolari… sono coloro che devono testimoniare che abbiamo un cammino di vita, un cammino di fede che ci conduce a Dio.
Per quanto riguarda il servizio della fede, il servizio religioso, noi apprezziamo il servizio, ma non consideriamo un valore tale servizio. Voi, della Parrocchia di Santa Lucia, avete un tesoro, le Suore della Croce. Tutti apprezzano quello che fanno, ma se fosse una figlia vostra a dire: “Mi voglio fare suora della Croce”, voi direste: “Figlia mia, ti ho fatto studiare, … per fare carriera, per avere successo, perché vuoi ridurti così?”. Noi apprezziamo quel servizio perché ci fa comodo. Lo apprezziamo; ma non lo apprezziamo come impegno di vita!
Domani dovrò andare a Terreti a celebrare la S. Messa, perché non ho trovato un sacerdote che possa andare. Tutti domani chiederanno il parroco. Ma che succede se un figlio dice che vuole entrare in seminario…!?!
Questo non è problema del vescovo, è un problema della comunità. Certo, è vero che la vocazione è dono di Dio. Lui sceglie chi vuole e come vuole. Ma se il seme cade sulla strada, o nella roccia, si disperde, soffoca… se cade sulla terra buona da frutto… Quante vocazioni interrotte perché non sono state accolte dalla famiglia?
Allora questo è l’impegno di oggi. L’anno scorso abbiamo lanciato nella diocesi un cammino di rinnovamento della catechesi. E allora ricordo a tutti voi che la catechesi non è in funzione dei sacramenti!!!
Che cos’è le fede? È l’incontro tra un desiderio – Zaccheo che dice: “Voglio incontrare Gesù!” – e Gesù che dice: “Oggi voglio fermarmi a casa tua! Per farti capire che senza di me non vivi!”
La catechesi è formazione cristiana! Non è in funzione dei sacramenti! Per “togliersi il pensiero…”! E poi a 13-14 anni non se ne parla più! Noi abbandoniamo i nostri figli proprio nel momento in cui hanno più bisogno di una guida. Nel periodo più delicato che è quello dell’adolescenza.
A voi tutti questi anni per la formazione sembrano tanti. Ma, pensateci, perché noi perderemmo tutto questo tempo (perché i primi a doverci dedicare tanto tempo siamo proprio noi…), se non perché sappiamo che ne va di mezzo la loro vita? Ma i figli sono vostri! Siete i primi a dovervi impegnare!
Allora l’impegno di quest’anno sulle vocazioni di speciale consacrazione è riscoprire l’impegno alla formazione cristiana; i sacramenti verranno dopo. La catechesi non è una ‘lezione’, è ‘esperienza’ di fede.
E la prima cosa da vivere è la messa domenicale. C’è anche uno dei 10 Comandamenti, il III, che dice: “Ricordati di santificare le feste”. I ragazzi devono imparare a vivere la Messa.
In un mondo che dice tutto il contrario, dobbiamo formare cristiani convinti. E questo può accadere solo se abbiamo la possibilità di incidere su di loro… Desideriamo incidere sulla loro formazione, desideriamo incidere sui vostri figli. Quindi, questo è l’impegno di questo anno che affidiamo a Maria, Madre della Consolazione».

(Appunti pro manuscripto non rivisti dall’autore)

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