Novena e Festa… 2019

Novena e Festa… 2019

A partire da venerdì 27 settembre 2019, ci siamo ritrovati per celebrare insieme e con profonda fede la Novena al nostro celeste patrono: San Bruno. Ogni giorno abbiamo guardato al Santo certosino per imparare a scegliere Cristo come nostro Salvatore e come unico Bene della nostra vita. San Bruno ci ha aiutato a vivere con sempre più consapevolezza la nostra fede e ci ha reso attenti ai bisogni dei nostri fratelli.

La comunità si è preparata alla festa del proprio patrono con un itinerario di preghiera e di gioia fraterna, nella viva consapevolezza che «ancora oggi, la densità dell’esistenza di san Bruno, tutta dedicata alla ricerca assidua di Dio e alla comunione con Lui, continua ad essere una stella luminosa all’orizzonte, per la Chiesa e per il mondo» (Papa Francesco). Tra le numerose manifestazioni non è mancata una nuova edizione della storica corsa per le vie del quartiere. Di seguito è possibile scaricare il Programma della Novena e della Festa. 

Don Danilo NoceraVenerdì 27 settembre – Con san Bruno, uomo di gioia. Il Novenario a san Bruno è iniziato quest’anno con la celebrazione presieduta da don Danilo Nocera, parroco del ss. Salvatore in Saline, assistito dal nostro caro parroco, mons. Angelo Casile. Don Danilo ha iniziato l’omelia rivolgendoci una domanda, che forse a volte anche noi ci poniamo: Che bisogno aveva Gesù di pregare Dio, se Lui è Dio?! Perché nella preghiera si relazionava col Padre, trovando la pienezza, la felicità, per trovare quella gioia che solo la comunione col Padre può dare.
Quando Pietro esclama “Tu sei il Cristo di Dio”, l’Unto, è come se avesse detto tu sei Tutto. Tu sei il Tutto. Non c’è altro e da questo Tutto io trovo la gioia della mia vita, che solo Gesù ci dona e che è gioia piena “perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. Eppure noi non sappiamo fare altro che chiedere e diciamo che Dio non risponde… ma lui ti ha già risposto… Ti risponde continuamente attraverso la sua Parola, attraverso i Sacramenti, attraverso la direzione spirituale. I tre modi, gli unici, attraverso i quali Dio ci risponde.
Anche s. Bruno, che pure nella storia dell’arte è rappresentato quasi sempre in penitenza, forgiava la sua vita a partire da quella risposta: Tu sei il Cristo di Dio, tu sei il mio Tutto. Signore, se io sento che tu sei in me come io sono in te, allora la mia vita è piena, la mia vita è tutto, ho la gioia che deriva dall’essere con Cristo, con Dio. Dobbiamo fare tutti come san Bruno che aveva trovato Gesù, però continuava a cercarlo perché non possiamo mai saziarci, dobbiamo cercarlo continuamente in tutti i piccoli e grandi avvenimenti della nostra vita, nelle gioie come nei fallimenti, la forza è solo in Dio.
Dopo la santa Messa abbiamo continuato a pregare rendendo “Omaggio a San Bruno” in compagnia dei nostri bravissimi amici Fulvio Puccinelli, Pino Puntorieri e Biagio D’Agostino che, insieme al Coro della Divina Misericordia, ci hanno aiutato a pregare cantando e riflettendo brevemente su alcuni aspetti della spiritualità del nostro Santo Patrono.

Mons. Antonino DenisiSabato 28 – Con san Bruno, scegliamo Dio al di sopra di tutto. Presiede l’Eucaristia mons. Antonino Denisi, decano del Capitolo Metropolitano. Durante l’omelia ci ha fatto ritornare all’intensa esperienza spirituale vissuta durante il pellegrinaggio a Serra San Bruno. Con il cuore, siamo ri-entrati nelle celle della Certosa, nell’eremo, dove il certosino, cercatore di Dio, incontra Dio nel silenzio, un eloquente silenzio, nel quale San Bruno invita a scoprire Dio, a cercare Dio, a vivere in Dio, a lodare Dio.
Chi fa questo ha già trovato la salvezza, sarà in pace, avrà la gioia e la cosa più importante per l’uomo che è la fede, che è il dono di Dio, che è la capacità di incontrare, di parlare con Dio e di vivere con Dio, di vivere in Dio. Ecco come anche noi possiamo e dobbiamo scegliere, come san Bruno, Dio sopra ogni cosa.
Dopo la santa Messa abbiamo trascorso qualche ora in allegria con il “Canzoniere italiano” in compagnia della calda voce di Giovanni De Benedetto e della musica di Pino Puntorieri che hanno eseguito canzoni degli anni 60 e napoletane, trascinando tutti a cantare con un cuore solo insieme a loro. Bruno Martorano e Giovanni hanno incantato i presenti con la splendida “A Livella” di Totò. Come ha sottolineato il nostro caro parroco, non è mancato l’ingrediente fondamentale: il cuore. Abbiamo avuto cuore in abbondanza e quando c’è il cuore che canta, il cuore che sa essere quello che il Signore ci ha donato, si sta bene insieme e si mettono insieme i doni che abbiamo.

Don Manuel CepedaDomenica 29 – Con san Bruno proclamiamo la bontà di Dio. Abbiamo riflettuto sulla Parola di Dio con la guida di due giovani sacerdoti, ordinati insieme il 26 ottobre 2018: don Manuel Cepeda, che pochi anni fa è stato accolito nella nostra parrocchia e ora parroco di s. Pasquale Baylon in Chorio di s. Lorenzo, e don Ivan Iacopino, parroco di Maria ss. Annunziata in Brancaleone. Con loro cerchiamo di capire che ruolo diamo a Dio e alla sua Parola nella nostra vita. È per noi veramente l’incontro di Misericordia, di intimità con Dio, ma anche con i fratelli? O quella parola rimane solo una parola? Diventare discepoli di Cristo significa riconoscere nell’altro il volto del Figlio, il volto del fratello, il volto di qualcuno che ha bisogno di me, ma forse anche di qualcuno che può dare qualcosa a me.
Don Ivan IacopinoI doni che il Signore, Bontà infinita – O Bonitas! Come esclamava san Bruno – elargisce a ciascuno di noi, il nostro tempo, la nostra intelligenza, forse a qualcuno anche i mezzi economici consistenti, i carismi, ciò che sappiamo fare… sono doni da mettere a disposizione degli altri. Doni da condividere ed aiutarci insieme a colmare i nostri vuoti, le nostre incapacità. Guardiamo il bene che riceviamo e diamoci a Dio.
Chiediamo l’intercessione di san Bruno, contemplatore della Bontà di Dio, della sua Misericordia, esempio di colui che dona vita agli altri, affinché come lui anche noi, seguendo Gesù, possiamo essere così: capaci di farci pane spezzato per gli altri e non dare agli altri i nostri scarti, ciò che non vogliamo più, ma dare noi stessi. Chiediamo di essere veri discepoli del Signore per godere, alla fine, il paradiso, per entrare in quella porta che anche se è stretta non è chiusa.
In serata siamo stati in teatro con la commedia “Na Fimmina Mbrugghiuna” messa in scena dagli amici della Compagnia “Extra Oram” di Straorino. La commedia ha sottolineato i diversi imbrogli a cui la protagonista ricorreva per vivere più agiatamente, ma «gli inganni prima o poi vengono a galla e noi siamo chiamati a vivere nella verità», ha chiosato il parroco, che poi ha aggiunto: «Oggi è domenica, siamo stati a Messa e abbiamo ascoltato nel Vangelo del ricco epulone, che ha tanti beni, ma li tiene solo per sé… e questa è la sua rovina. Anche se siamo poveri, dobbiamo interessarci gli uni degli altri. Anche il realizzare una commedia comporta tanti sacrifici, ma è un modo concreto per crescere insieme e dare il meglio di sé agli altri… e questo è il senso del fare cose belle, insieme».

Don Antonio Giuseppe IeloLunedì 30 – Con san Bruno viviamo la centralità di Gesù Cristo. Ci guida nella celebrazione eucaristica don Antonio Giuseppe Ielo, segretario dell’Arcivescovo e vice parroco di s. Dionigi in Catona. La liturgia di oggi ci aiuta a riflettere sulla centralità di Cristo, su come vivere per farlo diventare la bussola di ogni nostra decisione. Il profeta Zaccaria ci mostra Dio non come uno spettatore lontano, asettico, impassibile, ma Colui che scende continuamente in mezzo ai suoi, che vive con passione, con sentimento le vicende di ogni uomo e del suo popolo, tanto da poter ascoltare, guardando dall’alto, perfino il respiro del prigioniero.
Bisogna accogliere Dio nel nostro cuore con fiducia, come ci insegna Gesù mettendo un bambino in mezzo ai discepoli che discutevano su chi fosse tra loro il più grande. Siamo chiamati ad accogliere Dio nel nostro cuore con la fiducia che un bambino ha verso i propri genitori. Similmente, dobbiamo amare Dio come si ama un bambino, a prenderci cura di Dio, a vivere quotidianamente una relazione con Dio come si fa con un bambino: prendersene cura, parlare, capirne i bisogni, ascoltarne il respiro in un silenzio profondo. Ascoltare la voce di Dio è come ascoltare le necessità del bambino, accoglierLo come i pastori e Maria hanno accolto il Bambino Gesù. Chiediamo per intercessione di san Bruno di poter essere in grado di scegliere questo bene più grande e di accogliere Gesù, metterlo al centro della propria vita e così rendere la nostra vita un dono ai nostri fratelli.
La serata è proseguita con un caleidoscopio di emozioni, lacrime e ilarità nell’Incontro con il poeta Giuseppe Ginestra, sapientemente presentato da Biagio D’Agostino. Il poeta, attingendo al suo nutritissimo archivio, ha declamato bellissime poesie dialettali, alcune delle quali musicate da Pino Puntorieri (Va’ ‘ntì tò mamma, Natale, Grazie Dio) e una declamata dal poeta Bruno Martorano (L’amico), intervenuto per omaggiare il poeta Ginestra. Resta nel cuore il commiato di Pepè Ginestra al pubblico: «Vi abbraccio tutti, questi sono momenti che non si possono dimenticare nella vita, rimangono attaccati e non si possono rimuovere, sono stupendi, meravigliosi, che il Signore vi benedica tutti. Ciao, grazie».

Don Bruno La RizzaMartedì 1° ottobre – Con san Bruno proclamiamo la sapienza della Croce. Con vivissima gioia, abbiamo accolto il carissimo don Bruno La Rizza, Rettore del Santuario di s. Maria del Bosco di Serra San Bruno, nella nostra Parrocchia. Don Angelo, visibilmente commosso per l’incontro, lo ha presentato ai parrocchiani e tutti insieme abbiamo pregato e cantato l’Ufficio delle Letture di s. Bruno.
All’inizio dell’omelia, don Bruno ha ringraziato il nostro parroco per l’invito e ha portato il caro saluto di don Ignazio Iannizzotto, attuale priore della Certosa, insieme con la sua benedizione e l’assicurazione delle preghiere dei certosini. Don Bruno ci ha invitati a compiere un gemellaggio il prossimo lunedì di Pentecoste a Serra San Bruno, partecipando così alla processione annuale del reliquario di s. Bruno, nella forma di un busto argenteo.
Il Signore è presente nella nostra vita? La nostra fede è un cercare Dio come per i certosini? Queste le domande poste da don Bruno nell’omelia. I monaci di s. Bruno sono il punto di riferimento, il faro rispetto al mondo, stanno davanti a Dio, stanno col Signore e si offrono, si immolano al Signore per la salvezza del mondo. Nella loro cella, i certosini hanno già il giardino del paradiso, hanno già l’anticipo del cielo nella preghiera costante.
Come pregare? Troviamo una piccola cella nella nostra vita. Ogni giorno, dove vogliamo, quando possiamo, dedichiamo un quarto d’ora alla lettura della Bibbia, in particolare del Vangelo, leggiamo un po’ e meditiamo, lasciandoci interpellare dalla parola del Signore. Nella meditazione bisogna mettersi alla presenza del Signore, percepire la sua presenza e lasciarsi interrogare dal Signore, vedere ciò che ci suggerisce rispetto al cammino della nostra vita, a ciò che ci accade durante il giorno. Nella nostra preghiera è importante non pensare solo a sé stessi, apriamoci al mondo, a tutti gli uomini e lì, in ginocchio, possiamo veramente avere il polso del mondo e dell’universo.
La celebrazione si è conclusa con la preghiera a s. Bruno e con la venerazione della Reliquia durante il canto.

Mercoledì 2 – Con san Bruno percorriamo la via dell’amore. Iniziando la celebrazione, don Angelo ha presentato alla nostra comunità don Giovanni Giordano, novello parroco di s. Stefano d’Aspromonte, che non ha ancora compiuto un anno di messa, essendo stato ordinato il 26 ottobre 2018 e tra pochi giorni farà il suo ingresso nella parrocchia di s. Stefano, lo affidiamo al Signore e ci affidiamo alla sua preghiera, alle sue parole.
Nell’omelia, d. Giovanni ci ha esortati a intensificare la nostra venerazione verso s. Bruno, che non è il santo protettore solo della nostra comunità, ma che nella comunione dei santi protegge ogni comunità e quindi insieme, arrivati al sesto giorno di novena, cerchiamo di percorrere la via della Santissima Trinità, poiché questo è il nome dell’amore. L’amore è Dio: Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.
S. Bruno ha saputo percorrere la strada che conduce a Dio creatore, Dio consolatore, Dio santificatore per accoglierlo nel silenzio, nella contemplazione, nella solitudine. Anche noi, anche senza diventare certosini per accogliere Dio, dobbiamo trovare uno spazio di silenzio nel nostro cuore.
Nella nostra vita di consacrati, di suore, di padri e madri di famiglia, in mezzo al frastuono dei nostri giorni, dedichiamo tempo al silenzio interiore? Riusciamo a fermarci in silenzio davanti alla voce di Dio? Davanti alla sua Parola? Ci fermiamo in silenzio davanti al Santissimo Sacramento!
Come per il profeta Elia, il Signore si manifesta nella brezza leggera, chiediamo quindi al Signore che si manifesti anche nella nostra vita, nel silenzio, nella contemplazione, come è stato per il nostro s. Bruno.
Prima della benedizione, don Giovanni ha fatto gli auguri a don Angelo per il suo onomastico e ha invitato i presenti ad andare a s. Stefano per partecipare all’insediamento, che avverrà l’undici ottobre.
La serata è trascorsa in sana allegria con gli amici della Compagnia “Angela Barbaro”, che hanno presentato la commedia “La buon’anima di mia suocera”. Dopo lo spettacolo, don Angelo ha ringraziato ed elogiato la compagnia per le belle caratterizzazioni dei personaggi e per la commedia bella e brillante, nella quale “aleggiava” questa presenza, non vista da tutti, della nonna, vero angelo custode della nipote.

Giovedì 3 – Con san Bruno amiamo tutti i fratelli. Oggi abbiamo avuto la grazia di poter adorare il Signore in chiesa per tutta la giornata. La messa è stata guidata da don Yves Pascal Nyemb, direttore del Centro Diocesano Missionario, sacerdote della nostra diocesi dal 2004, originario del Camerun che, su incarico del vescovo, si occupa dell’ufficio missionario per promuovere la nostra attenzione verso le missioni, diffondere il vangelo del Signore nel mondo.
Don Pascal ha attirato la nostra attenzione su tre verbi tratti dal Vangelo di oggi: pregare, andare e entrare. Pregare: il cristiano pregando entra in intimità con Dio, il primo passo è entrare in comunione veramente intima con il Signore, quando non c’è questa unione non c’è la missione perché la sorgente della missione è Dio stesso, la forza ci viene da Lui.
Andare: il cristiano va a testimoniare. Non con le belle parole, ma con la nostra vita di ogni giorno, nelle famiglie, tra i vicini… se veramente state celebrando questa festa di s. Bruno, andate! Andate a portare la gioia! Andate a testimoniare che noi siamo cristiani, che ognuno di noi è una missione gioiosa.
Entrare: i primi missionari venuti nella mia terra per evangelizzare, prima hanno fatto amicizia con la gente e già la loro testimonianza era un dire concreto! Possiamo dire anche con il nostro essere, con il nostro sguardo, s. Bruno oggi ci dice: guarda tuo fratello come creatura a somiglianza di Dio e diventa suo custode. Ognuno di noi sia custode di suo fratello.
Siamo consapevoli della nostra fede? Oggi, ognuno di noi deve compiere questa scelta come s. Bruno. Che il Signore ci dia la grazia e la capacità di vivere la nostra fede senza paura, con coraggio, ma soprattutto meditando sempre la sua Parola.
Nel nostro teatro, con musiche di Pino Puntorieri e testi di Biagio D’Agostino, abbiamo ricordato “Quel gran genio del mio amico Lucio”. Una serata trascorsa nel ricordo di Lucio Battisti e tutti un solo coro, attraverso la musica e il canto, abbiamo reso anche lode al Signore che attraverso la sapienza delle arti umane invita tutta l’umanità a seguirlo e testimoniarlo nell’amore.

Venerdì 4 – Con san Bruno gustiamo la preghiera. Don Marcello Salamone, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute, presiede l’Eucaristia dedicata ai fratelli e alle sorelle ammalate. Nell’omelia, don Marcello ci ha fatto riflettere sul colloquio con il Signore come bisogno naturale della nostra anima, la preghiera essenzialmente è desiderio di stare con Dio, desiderio di unione con Dio, in un colloquio intimo con Lui che si realizza in tanti modi diversi, e giunge alla preghiera più bella, a una parola: Abbà! Chiamare Dio: Padre, come ci insegna Gesù. Con l’esercizio, gradualmente, possiamo far sì che tutta la nostra vita sia preghiera, in modo che ogni cosa stia al suo giusto posto e che non prenda mai il posto di Dio.
Ci vuole una ginnastica continua nella preghiera: preghiera mentale, preghiera del cuore, preghiera della volontà. Preghiera mentale, perché quando preghiamo dobbiamo riflettere bene su ciò che sentiamo che il Signore ci dice. Preghiera del cuore, perché è necessario innamorarsi di quell’impegno per poterlo realizzare, è necessario amarlo. Preghiera della volontà, perché sentiamo che il Signore ci chiede ogni volta di assumere un impegno di vita che tende a perfezionare o correggere i diversi aspetti della nostra vita.
Sono tanti gli strumenti nella vita di ognuno di noi che ci aiutano a vivere perennemente in preghiera interiore e arrivare al dono del Signore: la croce. La croce, se è compresa, amata, abbracciata, diventa strumento di comunione con Dio. Ci sono momenti in cui incontrando il dolore, ci sentiamo schiacciati dalla croce, ma se quando non vediamo via d’uscita sentiamo che possiamo solo abbracciare la croce e dichiarare il nostro amore al Crocifisso abbandonato, proprio attraverso questo abbraccio sentiamo, come per miracolo ricomporsi l’unità con Dio.
Nel corso della celebrazione, don Angelo e don Marcello hanno amministrato l’Unzione degli infermi agli ammalati presenti, che hanno accolto il Sacramento con viva fede e profonda commozione.
In serata nel teatro parrocchiale, la Compagnia “S. Paolo alla Rotonda” ci ha offerto la commedia “U sensali”. Alla fine del brillante spettacolo, don Angelo commentato l’opera, sottolineando la bravura degli interpreti, e la morale sottostante alla commedia: Mettere insieme le persone, cosa meravigliosa, non pensare solo a se stesso, ma pensare agli altri, al bene degli altri perché, è già scritto nelle pagine della Genesi l’uomo non può vivere da solo, l’uomo è relazione. Ce ne accorgiamo, quando rimaniamo soli: siamo ammalati, depressi. Se invece ci mettiamo insieme, come si mettono insieme questi bravi amici, ecco che viene su una bella commedia e noi siamo stati tratti fuori dalle nostre case per essere insieme tutti e onorare s. Bruno e il Signore per il bene che ci ha fatto. Uscire da noi stessi per volere il bene degli altri, ecco il cuore di questa commedia. Grazie.

Sabato 5 – Con san Bruno lodiamo la Vergine Maria. Presiede l’Eucaristia don Danilo Diego Latella, assistente del Seminario Arcivescovile Pio XI. Don Danilo nell’omelia ci ha fatto contemplare la Vergine Maria che ha ascoltato prima di noi il Vangelo del suo Figlio. Anzi lo ha vissuto, lo ha visto, ha sentito Gesù invitare ad avere la fede come un granello di senape, non quanto. Come! Perché Gesù non guarda la quantità, ma guarda la qualità della nostra fede; quindi può essere piccola quanto un granello di senape e bastare per comandare a un gelso di spostarsi. Ciascuno di noi ha il suo gelso, un qualcosa che riteniamo impossibile da gestire, da superare, da sconfiggere, un dolore, una delusione, una speranza alla quale abbiamo rinunciato, tuttavia, se abbiamo fede in Dio possiamo spostare quel gelso, perché la fede ci fa fare cose impossibili.
Affidiamoci alle intercessioni di s. Bruno e della Vergine Maria, perché smettiamo di misurare la nostra fede e iniziamo a dire: Signore, la mia fede è come un granello di senape, ma c’è tutta la potenza che viene da te. Mettiamoci nelle mani di Dio, perché la nostra vita sia accompagnata dalla fede e, come un granello, diventi un albero dove anche altri possano prenderne i frutti.
Nel pomeriggio, si è svolta la tradizionale CorriSanBruno, corsa organizzata dai giovani per grandi e piccini che ha visto una nutrita partecipazione e soprattutto la gioia di divertirsi insieme. In serata, sempre nel nostro teatro, abbiamo trascorso due ore di sana allegria con il Karaoke, animato da Aldo Zumbo in arte Jo Kattolo, e la possibilità di gustare un ottimo panino con la salsiccia.

Domenica 6 – Lodiamo il Signore per il dono che è san Bruno per noi. Siamo giunti al giorno solenne della Festa di s. Bruno. Nella Celebrazione eucaristica del mattino, abbiamo avuto la gioia di accogliere S.E. Mons. Vittorio Luigi Mondello, arcivescovo emerito di Reggio Calabria – Bova, che don Angelo ha salutato con vivissimo affetto filiale. Il vescovo nell’omelia ci ha esortato a venerare i santi, i nostri patroni, perché ci insegnano ad amare il Cristo come loro lo hanno amato e seguito e si sono affidati completamente a lui. Tutti siamo chiamati alla santità, perché nel battesimo Cristo ci ha uniti a sé, ci ha fatti membra del suo corpo, membra della Chiesa, corpo mistico di Cristo e quindi testimoni del suo amore.
Celebrando la festa del santo patrono, la celebreremo in modo cristiano autentico solo se uscendo dalla chiesa, dalla celebrazione cominciamo a pensare a corrispondere all’amore di Cristo per vivere secondo questo amore e testimoniarlo al mondo. Non per portar persone a noi o alla Chiesa, ma li dobbiamo portare a Cristo, annunziandolo! E non soltanto a parole, ma con la testimonianza di vita possiamo aiutare tanti nostri fratelli a conoscere meglio Cristo. Seguiamo san Bruno per essere una comunità veramente cristiana che nella fede segue il Cristo e lo testimonia con la vita e le opere e lo annunzia a tutti gli uomini.
La celebrazione è stata arricchita anche dalla Supplica alla B.V. Maria del Rosario di Pompei a cui abbiamo affidato le nostre famiglie e la nostra comunità.
Nella Celebrazione eucaristica serale, siamo stati lieti di accogliere il carissimo can. Mario Manca, parroco emerito di s. Bruno e canonico del Capitolo metropolitano. Dopo avere ringraziato il caro don Mario per la sua presenza tra noi, don Angelo, nell’omelia, ha ripercorso brevemente la storia di san Bruno per farci notare il cammino che Dio fa con il suo servo Bruno, come aveva fatto con il popolo d’Israele nel deserto, e come s. Bruno segue Dio e non la gloria umana, poiché per la sua vita ha scelto la bontà di Dio: O Bonitas!
Nel rifugio della preghiera, s. Bruno vive la sofferenza della creazione che geme e soffre le doglie del parto: dove c’è un cuore che soffre è necessario che ci sia un cuore che prega. È questa la vocazione dei certosini che, custoditi dal silenzio, pregano per tutta l’umanità. pregano incessantemente perché il Signore può venire in ogni momento e chiamarci a sé e quindi pregano anche per quelli che non amano il Signore, che non lo pregano, che non si ricordano di Lui. Per essere sempre pronti alla fine della vita ad aprire al Signore che viene.
La giornata festiva si è conclusa con il concerto della Piccola orchestra giovanile “Corde Libere”, diretta dal M° Alessandro Calcaramo. Concluso il magnifico concerto, d. Angelo ha avuto parole stupende per i giovani orchestranti. Ragazzi meravigliosi, straordinari, stupendi… non so quale termine usare! Penso che per realizzare cose grandiose, come quelle appena viste, occorrono diversi ingredienti: Primo, la passione, fare con amore le cose, perché per suonare così non ci si improvvisa, c’è passione, senz’altro si ama ciò che si fa. Secondo, il talento, e qui ce n’è da vendere in questi undici giovani meravigliosi. Talento che è dono di Dio, ma è dono da fare crescere, ci ricordiamo nel Vangelo dell’uomo che ricevuto il talento l’aveva nascosto… invece, questi giovani non tengono nascosti i loro talenti, anzi li fanno fruttificare. Terzo, il tempo, senz’altro ci vogliono giorni, settimane, mesi, anni per raggiungere questi risultati, ci vogliono fedeltà e impegno quotidiani. Quarto ingrediente, lo possiamo chiamare in tanti modi: spirito di gruppo, remare tutti verso la stessa direzione, stare insieme, volersi bene… saliamo nella scala dei valori: Comunione. Comunione che parte dalle piccole cose per portarci insieme a Dio. Con la comunione, il talento, il tempo e la passione è possibile raggiungere questi risultati, ma ancora c’è un altro ingrediente fondamentale: I giovani sono undici, ne manca uno per la completezza del dodici. La completezza si raggiunge con il M° Calcaramo che gestisce al meglio gli “ingredienti” di questi giovani così da raggiungere il risultato di un’esibizione straordinaria: Il maestro mette insieme il talento e la passione di ogni giovane, organizza il tempo dell’orchestra e promuove la comunione.
Un grazie di cuore perché con la vostra esibizione oggi concludiamo i festeggiamenti in onore di s. Bruno in questo teatro che pian piano stiamo arricchendo. Il Signore ci aiuti a mettere insieme le nostre diverse capacità per poter crescere insieme nella fede, nell’amore vicendevole e nel servizio fraterno. Il nostro custode s. Bruno ci protegga e ci assista nel cammino di fedeli testimoni del Signore.