Novena e Festa… 2014

La nostra comunità parrocchiale si è raccolta nella preghiera attorno al suo patrono san Bruno. Nei nove giorni che precedono la festa del santo Certosino ci siamo lasciati guidare dalle caratteristiche salienti del nostro protettore.

Contempliamo san Bruno, uomo di gioia. Sabato 27 settembre – Don Nino Pangallo, direttore della Caritas diocesana, a partire dalla liturgia della Parola della XXVI Domenica del Tempo ordinario, ci ha aiutato a comprendere il senso della nostra vocazione alla carità. Questi i passaggi salienti della sua omelia: «Il Salmo 23 ci ha invitati a chiedere al Signore di indicarci le sue vie per poter crescere nel suo amore. La prima lettura ci ha fatto riflettere sulla responsabilità ovvero sulla necessità di rispondere fedelmente alla chiamata del Signore, che è chiamata a vivere intensamente la nostra fede nei diversi luoghi in cui ci troviamo. In san Paolo, riconosciamo l’invito di don Mario, tempo addietro, e di don Angelo, oggi, a vivere nella concordia e nella comunione. Dal costato squarciato del Cristo scaturisce la nostra salvezza. Nel Vangelo contempliamo l’amore esigente di Gesù che ci invita a rispondere prontamente agli appelli del Padre ad amare, tuttavia è sempre meglio un no seguito da un sì che un sì seguito da un no. Dal sì a Dio scaturiscono la gioia, che contempliamo in san Bruno, e la carità, vissuta intensamente da san Vincenzo de Paoli».

d. Nino PangalloNella riflessione e nel dibattito seguiti alla celebrazione eucaristica, don Nino ha ricordato che nessuno di noi possiede la bacchetta magica per rivolvere i diversi problemi che affliggono le nostre comunità, tuttavia abbiamo il dovere di evangelizzare, di far conoscere Gesù, di farlo amare. Accanto alla via dell’annuncio evangelico e della catechesi per la vita cristiana, viviamo la via della carità che evangelizza. La carità apre il nostro cuore e lo rende capace di cogliere i bisogni del territorio per poi pensare a come poter dare una risposta concreta. Pensiamo alle famiglie, agli studenti universitari, agli immigrati, agli anziani, a coloro che vivono la dipendenza dall’alcool, dalla droga, dal gioco… Vogliamo chiedere al Signore occhi per vedere le necessità e cuori pronti nel rispondere. Le nostre comunità urbane vivono nell’ansia, nella fretta, nell’individualismo scegliamo di testimoniare relazioni nuove, vivere spazi e tempi a misura d’uomo. Scegliamo di vivere non secondo la logica del “si salvi chi può!”, ma secondo la logica dell’amore, del salvarsi insieme. Viviamo il ministero della consolazione: attenzione alle famiglie che vivono lunghi periodi di malattia dei loro cari e vicinanza e conforto alle famiglie toccate dal lutto. Nella malattia e nella morte esprimiamo il nostro essere fratelli e sorelle nel Signore. Con Lui il nostro cuore non teme!

Con san Bruno… scegliamo Dio al di sopra di tutto. Domenica 28 settembre, abbiamo avuto la gioia di accogliere mons. Antonino Iachino, responsabile della formazione dei diaconi e canonico del Capitolo metropolitano, che ha presieduto la celebrazione eucaristica domenicale. Ecco i principali passaggi: «Il Cristianesimo non è una dottrina, è una Persona, è Cristo Gesù. San Paolo ci ha invitati a vivere gli stessi sentimenti di Gesù: l’umiltà, la generosità, il servizio… La nostra vita è cristiana se è fondata sul Vangelo di Cristo, altrimenti siamo come quel figlio del Vangelo che dice di sì al Padre e poi in effetti non va a lavorare nella vigna. Più cresciamo nel Signore e più comprendiamo che abbiamo bisogno della misericordia di Dio. San Bruno ha portato la ricchezza della contemplazione nel silenzio della Certosa. Nel Signore possiamo fare cose belle e grandi, se lasciamo agire il Signore nella nostra vita. Il mondo non comprende le scelte contemplative, assolute, le scelte fatte nel Signore. San Bruno ci insegna la verità della nostra vita: siamo l’amore di Dio fatto carne! Dobbiamo essere capaci di contemplare il Signore e di impegnarci nella testimonianza quotidiana. Essere contempl-attivi, come diceva don Tonino Bello. Tanto più cresciamo nella dimensione contemplativa di Dio, tanto più diventiamo trasparenti nelle opere di ogni giorno. Nel deserto delle nostre città vogliamo essere come i certosini, pronti nella contemplazione e nell’azione».

Gli StravagantiIn serata abbiamo avuto la gioia di assistere alla commedia teatrale “Lettu, focu e piazza… fannu l’omu i mala razza”, scritta da Silvana Salvaggio ed interpretata dalla Compagnia Teatrale Amatoriale “Gli Stravaganti” con la regia di Isabella Reliquato. È stata un’occasione per riflettere sulle problematiche legate all’infedeltà coniugale e all’influsso dei mezzi di comunicazione sociale sui costumi e le scelte personali e familiari. Si è proposta una riflessione sui valori legati al rispetto del vincolo coniugale e sulla tolleranza dell’adulterio da parte di una società sempre più destabilizzata dall’eccessiva enfasi di una filosofia mondana dell’individuo, che porta a considerare l’adulterio come un normale modo per soddisfare i propri impulsi ed una giustificata possibilità di trasgredire durante la vita coniugale. Il dramma familiare, sapientemente illustrato, si è concluso con la reciproca confessione delle colpe da parte di marito e moglie e l’abbraccio misericordioso del perdono di fronte agli amici.

… proclamiamo la bontà di Dio. Lunedì 29 settembre, presiede l’Eucaristia p. Giovanni Ladiana, s.j., e partecipano i dirigenti, i professori, gli studenti e i loro genitori dei Plessi scolastici “Telesio” e “Falcomatà”. P. Ladiana ci invita a riflettere: «La liturgia, nel celebrare gli arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele, ci dona di contemplare le opere meravigliose del Signore che mai si stanca di guidare e custodire i propri figli. Ciascuno di noi dicendo il proprio sì a Dio diviene capace di manifestare le sue opere nella vita quotidiana. Non abbiamo visto fisicamente gli angeli, ma ciascuno di noi ha sperimentato la tenerezza di Dio fatta carne nel premuroso amore della propria madre, nella forza generosa del proprio padre, nelle mille attenzioni che riceviamo dalla persone più diverse, che per noi diventano angeli di consolazione e presenza divina. Il Vangelo ci presenta un uomo vero, integro come Nicodemo che fonda il suo agire sulla Parola, e Gesù lo loda. Anche noi fondiamo il nostro agire sulla parola di Dio e adoperiamoci per essere angeli nei confronti dei fratelli».

P. Ladiana, poi, ci ha proposto una riflessione su come essere certosini nella città di Reggio Calabria. Siamo stati invitati a collocarci in alto, davanti a Dio, nella preghiera e nella contemplazione e così a guardare con gli occhi di Dio la nostra amata Città. È necessario l’impegno di ciascuno perché la nostra ritorni ad essere una Città a misura d’uomo vivibile, libera e accogliente.

… viviamo la centralità di Gesù Cristo. Martedì 30, nel corso della celebrazione eucaristica, presieduta da p. Vittorio Quaranta, orionino e delegato per la vita consacrata, si è svolto il rito del Battesimo. La Messa, a cui hanno partecipato le famiglie dei battezzati e dei fanciulli della Prima Comunione, è stata un’occasione propizia per rinnovare le promesse battesimali e rinvigorire la nostra fede. «Come faceva san Bruno a essere certo che Dio è buono? Ha scelto Dio, abbandonando ogni certezza umana – così ci ha sollecitati p. Vittorio – e quindi, san Bruno si è immerso nell’amore infinito di Dio e ha lasciato che il Signore costruisse la sua storia: Dio distrugge ciò che è male, peccato e costruisce una vita santa, immergendoci nell’acqua del Battesimo. Se ci immergiamo nella Trinità la nostra vita risplende di santità e amore».

La giornata si è conclusa con la meravigliosa commedia teatrale “L’eredità dello zio canonico”, curata dalla compagnia teatrale “S. Paolo alla Rotonda” con la regia di Giuseppe D’Agostino e la partecipazione, tra gli altri, di Bruno e Mario Zolea. Un’avvincente vicenda familiare legata alla morte dello zio canonico e alle liti dei nipoti per conseguirne l’eredità.

… proclamiamo la sapienza della Croce. Mercoledì 1 ottobre, è stata la giornata dedicata alle famiglie, ai giovani sposi e ai fidanzati. Presiede la celebrazione eucaristica don Simone Gatto, parroco di Salice e direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia. Don Simone, nell’omelia, commenta il Vangelo che ci presenta alcune chiamate non pienamente accolte. «Cristo passa nella nostra vita, ma non sempre lo accogliamo. C’è una semplicità che nasce dalla Croce ed è seguire Cristo casto, povero e obbediente. San Bruno proclama la sapienza della Croce, che sta fissa mentre attorno il mondo gira, si agita, si avvolge su se stesso. Anche per le nostre famiglie questa pagina evangelica è invito a seguire Cristo nella povertà, nella castità, nell’obbedienza. Siamo testimoni di Cristo come singoli, come famiglie, come comunità?

Don Simone GattoLa riflessione sulla famiglia, iniziata nell’omelia, è stata approfondita nell’incontro “Custodire la famiglia, oggi”. Don Simone ci ha aiutati a «riprendere coscienza sulla bellezza della famiglia a partire dal magistero di Leone XIII e di Pio XI, che pongono le nozze al centro della divina caritas e invitano gli sposi alla santità personale, alla generazione ed educazione dei figli e alla felicità della loro coppia. Il Concilio Vaticano II sottolinea nella Gaudium et spes l’intima comunione di vita tra gli sposi costituita con un patto irrevocabile. Il prossimo Sinodo sulla famiglia ci aiuterà a comprendere la verità sulla famiglia oggi alla luce della nuova evangelizzazione. È importante organizzare una pastorale attente alle famiglie e promossa dalle famiglie. Stare vicini alle famiglie che sperimentano le diverse difficoltà».

… percorriamo la via dell’amore. Giovedì 2, memoria dei Santi Angeli Custodi, abbiamo pregato con e per gli ammalati, ricordando al Signore anzi tutto mons. Filippo Curatola, impedito a partecipare a causa di un recente intervento chirurgico alla gamba. Ha presieduto così l’Eucaristia il parroco don Angelo, festeggiato dalla comunità per l’onomastico. Nell’omelia, don Angelo ha ricordato come tutti siamo custoditi dall’amore di Dio, che si prende cura di noi attraverso i suoi angeli che contemplano il suo volto. «Dio ci rassicura: Io mando il mio angelo davanti a te per custodirti. Pur nelle sofferenze quotidiane è importante sentire la presenza degli angeli attorno a noi. Essi sono presenti a noi, per custodirci; sono presenti con noi, per accompagnarci nella vita; sono presenti per noi, per pregare per noi Dio Padre».

La preghiera per e con i malati è continuata nell’adorazione eucaristica, in continuità con la Messa come ogni giovedì. Certi della consolante presenza degli angeli, abbiamo adorato il Signore, presente sotto il velo dell’Ostia santa. A seguire, il canto “angelico” del soprano Anna Maria Casile, accompagnata all’organo dal M° Pino Puntorieri, ha elevato i nostri cuori nella lode al Signore e ci ha fatto sentire nostalgia delle celesti armonie e a comprendere appieno il detto agostiniano: «Chi canta bene, prega due volte».

… amiamo tutti i fratelli. Venerdì 3, siamo stati chiamati a vivere con uno sguardo attento alle missioni. Abbiamo accolto don Antonino Russo, parroco di Cannavò e direttore del Centro missionario diocesano. Alla giornata hanno preso parte il MOCI, con il presidente il diacono Santo Caserta, le famiglie adottanti e quanti hanno a cuore la promozione della missione. Nell’omelia, don Nino ha sottolineato i passaggi fondamentali della vita di san Bruno, soprattutto della sua scelta di ritirarsi nella preghiera per poter riacquistare in maniera nuova se stesso, gli altri, il mondo intero. San Bruno sceglie le montagne di Serra perché simili a quelle di Grenoble, sceglie Dio al di sopra di tutto e sceglie tutti in Dio. Sull’esempio di san Bruno la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra parrocchia, il mondo intero diventano luogo della nostra missione perché li presentiamo nella preghiera al Signore».

La riflessione è proseguita con il video “Periferie, cuore della missione”, tema voluto da papa Francesco per questo mese missionario. Abbiamo ascoltato le diverse testimonianze sull’impegno missionario del cristiano a partire dall’accoglienza dei profughi che sbarcano nei porti delle nostre città, al prendersi cura dei numerosi casi di disagio che colpiscono le nostre famiglie, all’impegno missionario nelle terre lontane perché la nostra fede sia testimoniata e sostenuta.

… con san Bruno gustiamo la preghiera. Sabato 4, nella festa di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, abbiamo pregato per le nostre famiglie, in vista del Sinodo dei vescovi a loro dedicato. Ha presieduto la celebrazione eucaristica S.E. Mons. Anthony Poola, vescovo di Kurnool (India) e ha svolto l’omelia don Luigi Cannizzo, parroco della Candelora, battezzato nella nostra parrocchia. Don Luigi si è soffermato sulla necessità della preghiera ricordando: il pensiero di san Bruno che amava ripetere “O beata solitudine, o sola beatitudine”, per sottolineare la necessità della preghiera personale per poter gustare della beatitudine dell’incontro con Dio; l’insegnamento di sant’Ignazio di Loyola sulla consolazione dello spirito che si trova immerso nella preghiera e nella grazia di Dio; la riflessione di sant’Agostino della necessità di rientrare in sé per poter dialogare con Dio. «Noi tutti, come vigna scelta dal Signore – ha concluso don Luigi – vogliamo scegliere di portare frutto, ascoltando il Vangelo e facendolo fruttificare nelle opere della nostra vita».

Dopo la Messa, ci siamo ritrovati per un Concerto in onore di san Bruno, con brani religiosi eseguiti al violino dal M° Fulvio Puccinelli, accompagnato all’organo dal M° Pino Puntorieri. Le sublimi melodie hanno ripercorso i brani celebri legati a san Francesco d’Assisi, ma l’apice della partecipazione e della commozione si è toccato nell’esecuzione dei brani mariani: Mira il tuo popolo, O Maria quanto sei bella, Vergine bella e santa; che noi tutti reggini portiamo nel cuore e – possiamo dire – nel sangue per l’esplicito riferimento alla Processione della Madonna della Consolazione. Il concerto, concluso con l’esecuzione dell’inno a san Bruno, è stato una pregevole dimostrazione di maestria, passione, concordia e armonia.

… lodiamo la Vergine Maria. Domenica 5, la nostra comunità ha vissuto intensamente la donazione di sangue, raccolto dall’Emoteca dell’Adspem, e alle 9.30 la Messa che ha visto la partecipazione dei ragazzi e dei giovani impegnati poi nel catechismo per la vita cristiana. La Messa delle 11.30 è stata presieduta da S.E. Mons. Anthony Poola, vescovo di Kurnool (India) e che ha visto la presenza del diac. Santo Caserta, presidente del MOCI, e di tante famiglie che da decenni sono impegnate nell’adozione a distanza di bambini indiani. Il vescovo Poola nell’omelia ha sottolineato il nostro «adempiere la missione di Dio, facendo ciò che è meritevole di lode e ammirabile ai suoi occhi… l’essere rinati nel Battesimo per andare ad annunciare l’amore di Dio fino ai confini del mondo… la gratitudine per i nostri sacrifici nell’amorevole sostegno alla Diocesi di Kurnool. Partecipiamo alla missione di Dio con passione, così da poter ricevere quella gioia e quella pace che discenderà su di noi da Dio». La celebrazione si è conclusa con la preghiera della Supplica alla Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei.

Nel pomeriggio, i ragazzi e i giovani hanno organizzato la “Festa dello sport… dai 5 ai 99 anni” per la gioia della partecipazione e dello stare insieme. La Messa delle 18.30 è stata presieduta da don Pino D’Agostino, parroco di S. Caterina. «Molte volte i nostri sì detti con la parola, si trasformano in tanti no detti con la vita. Viviamo nella fedeltà a Dio? Egli attende da noi una risposta d’amore da dire con la bocca, ma soprattutto con il cuore e le opere della vita. La vigna del Signore è la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra Chiesa, la nostra società occorre superare i nostri egoismi per vivere le altezze del Vangelo di Gesù».

Abbiamo poi partecipato alla riflessione “Eucaristia nel tempo dell’uomo”, tenuta dal parroco mons. Angelo Casile, per approfondire il rapporto fecondo tra l’Eucaristia e il tempo del lavoro e della festa. I nostri cuori sono stati invitati a esultare nel Signore, che come ai discepoli di Emmaus continua a spezzare il Pane, se stesso, per noi; a vivere secondo la Domenica, lasciando che la festa vissuta abbracci le giornate lavorative; a proclamare con la vita, come i martiri di Abitene: «Non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore». Anche in un tempo di crisi, viviamo bene la nostra fede e muteremo i tempi!

Reliquia di san BrunoLodiamo il Signore per il dono che è san Bruno per noi. Lunedì 6, Festa di san Bruno, la giornata si è aperta con la quotidiana Messa delle 7.30, che ha visto una numerosa partecipazione, anche per l’esposizione delle Reliquie di san Bruno. Abbiamo pregato per le famiglie, gli ammalati e i defunti della nostra parrocchia. Alle 11,30, la celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Bruno Verduci, parroco di Vito. Don Bruno, nel giorno del suo onomastico, ha tracciato il profilo di san Bruno partendo dall’invocazione del salmo responsoriale: «Beato l’uomo che confida nel Signore. San Bruno, abbandonando gli onori del mondo, anche ecclesiastico, ha scelto il Signore anzi tutto e per questo ha consegnato nella preghiera ogni persona al Signore. San Bruno ci aiuti a scegliere ogni giorno il Signore e a portare il suo Vangelo nel mondo».

La festa ha avuto il suo culmine con la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal can. Mario Manca, parroco fondatore e canonico del Capitolo metropolitano, e con l’omelia del parroco mons. Casile. Don Mario ha ringraziato per le preghiere e per l’attenzione che non mancano da parte di quella che è stata la sua comunità. Don Angelo, nell’omelia, ha ripercorso la vita del Santo certosino secondo le scelte della solitudine, del silenzio e della santità alla luce della parola di Dio del giorno: tutto è una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo (Filippesi 3,8-14); beato l’uomo che confida nel Signore (Salmo 1); Ti seguirò ovunque andrai! (Luca 9,57-62). A conclusione del solenne rito liturgico, il “Coro della Divina Misericordia – S. Bruno” ha ripercorso nella preghiera e nel canto la vita del celeste patrono eseguendo la “Lode a san Bruno, novenario concertato”, le riflessioni della novena illuminate dalle armonie vocali.

Alla festa di san Bruno si è unito spiritualmente p. Jacques Dupont, priore della Certosa di Serra San Bruno, con il seguente messaggio: «Carissimi, in questo giorno della ricorrenza liturgica di san Bruno, voglio mandare un saluto particolare a Don Angelo Casile e a tutta la parrocchia. Siete nella nostra preghiera, e ci affidiamo alla vostra».