Viviamo la liturgia

La celebrazione dell’Eucaristia
Con la parola Eucaristia (in greco originariamente: ringraziamento, rendimento di grazie) designiamo quel sacramento che nell’ambito cattolico per lo più viene detto messa o sacrificio della messa, e nelle chiese della Riforma, santa Cena e, nelle chiese orientali, Divina Liturgia.
Il NT parla diffusamente in cinque luoghi di questo sacramento come di un ‘testamento’ di Gesù Cristo. Si tratta innanzitutto dei quattro racconti dell’istituzione, che provengono da due filoni tradizionali: l’uno formato da Mc 14,22-25 e Mt 26,26-29, e l’altro, da Lc 22,15-20 e Paolo con 1 Cor 11,23-25. «Da uno studio attento risulta che il racconto lucano non si limita a copiare e riprodurre la formulazione paolina, ma le due forme si rifanno indipendentemente a una redazione che poté provenire dalla comunità di lingua greca di Antiochia e che fu formulata verso l’anno 40 circa» . Ancora più antica fu forse la fonte del racconto di Marco (e di Matteo, che ne dipende), è radicata in un’antica tradizione semitica e risalente al primo decennio dopo la morte di Gesù. In tutti i racconti si riflette già la tradizione liturgica e cioè i testi usati nella liturgia delle comunità Come forma originaria sembra di poter riconoscere il testo seguente: «Ed egli prese il pane, pronunciò su di esso In benedizione, lo spezzò e lo diede loro. E disse: “Questo è il mio corpo, che è dato per i molti. Fate questo in memoria di me!”. Ugualmente prese anche il calice dopo la cena, con le parole: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue”». Un ulteriore chiarimento teologico del mistero eucaristico, in collegamento con le precedenti affermazioni, è dato da Gv 6,48-59.

Tre riti – due liturgie
Comprendere il significato della celebrazione eucaristica ci aiuta a trarre alimento per la vita spirituale. Ci aiuta il testo dei Principi e Norme per l’uso del Messale Romano (= PNMR), cap. II. Possiamo pensare di dividere la celebrazione eucaristica in cinque parti: due liturgie e tre riti.
1. Riti d’introduzione;
2. Liturgia della Parola;
3. Riti di offertorio;
4. Liturgia (= preghiera) eucaristica;
5. Riti di comunione.
Le due “liturgie” costituiscono le parti principali della celebrazione. In esse sono importanti i testi, cioè le parole: la Parola che Dio rivolge a noi, e la preghiera che la Chiesa innalza (da qui il termine greco anàfora = elevazione) a Dio. Durante queste parti l’assemblea sta ferma (seduta o in piedi), con tutta l’attenzione e la tensione alla Parola. Queste due parti sono state paragonate a due perle.
I tre “riti” formano come un triplice anello, su cui sono incastonate le due perle. Essi sono caratterizzati da gesti (eventuali parole che li accompagnano sono anche sostituibili con altre). L’assemblea non sta ferma, si muove. I gesti principali sono infatti le tre processioni (d’ingresso, di presentazione delle offerte, di comunione), accompagnate dal rispettivo canto processionale. Tutti e tre hanno degli elementi comuni, come la litania (Signore, pietà, all’introduzione; la preghiera universale, all’offertorio; l’Agnello di Dio, alla comunione), e l’orazione conclusiva del presidente (sono tre orazioni presidenziali: la colletta, che conclude i riti d’ingresso; la preghiera sulle offerte quelli di offertorio; e la dopo comunione).

1. Riti d’introduzione
- Processione, canto
– Saluto dell’altare
– Segno di croce
– Saluto all’assemblea (Monizione)
– Atto penitenziale
– Litania (Kyrie)
– Inno “Gloria”
– Orazione (colletta). AMEN.

2. Liturgia della Parola
- Prima lettura: AT (nel Tempo Pasquale: Atti degli Apostoli)
– Salmo Responsoriale
– Seconda lettura: Apostolo
– Canto Vangelo
– Vangelo
– Omelia, silenzio di riflessione
– Professione di fede (Credo). AMEN
– (Preghiera universale o “dei fedeli”).

3. Riti di offertorio
- Litania (preghiera dei fedeli): la Chiesa prega per il mondo.
– Processione, canto
– Presentazione dei doni
– (Incensazione delle offerte, della croce dell’altare, del ministro, dell’assemblea)
– “Lavabo”
– Orazione ”sulle offerte”. AMEN

4. Liturgia eucaristica
- Dialogo
– Prefazio (ringraziamento = eucaristia)
– “Santo”
– “Anamnesis”: motivo del ringraziamento: la storia della salvezza
– I “Epiclesis” o invocazione dello Spirito Santo sui doni
– Racconto dell’istituzione dell’eucaristia
– Offerta del sacrificio eucaristico
– II “Epiclesis” o invocazione dello Spirito Santo sull’assemblea
– Intercessioni (l’assemblea prega per la Chiesa)
– Dossologia (= glorificazione). AMEN.

5. Riti di comunione
- “Padre nostro” con embolismo (= “Liberaci, o Signore…”)
– Rito della pace (preghiera, annuncio, scambio)
– Rito di frazione, Litania (“Agnello di Dio”)
– Processione, canto
– Silenzio (o canto) di ringraziamento
– Orazione dopo la comunione. AMEN.
Congedo
– (Avvisi per la comunità)
– Saluto
– Benedizione (semplice, solenne, o “orazione sul popolo”)
– Formula di congedo.
– Risposta: Rendiamo grazie a Dio.