Maggio con Maria

Anche quest’anno abbiamo vissuto intensamente il mese di maggio dedicato alla Beata Vergine Maria. Ogni giorno abbiamo pregato il Rosario e celebrato l’Eucaristia con un pensiero mariano proposto nell’omelia. Prendendo esempio dalla Beata Vergine Maria, Madre di misericordia e Vergine del silenzio, ci siamo impegnati a custodire il silenzio, ad essere poveri di parole per saper ascoltare la Parola di Dio e viverla sempre più. In tre lunedì siamo stati pellegrini con Maria tra le case del nostro quartiere. È sempre molto bello vedere l’accoglienza riservata dai fedeli, piccoli e grandi, all’immagine della Beata Vergine Maria.

Maria, Madre della Consolazione

Lunedì 4, siamo stati accolti dalle famiglie di Via Nicola Manfroce 61 per celebrare l’Eucaristia guardando a “Maria, Madre della Consolazione”. Eccoci ancora tra le nostre case con il segno di Gesù Crocifisso e con il segno di Maria. Gesù risorto cammina con noi e noi camminiamo con lui assieme alla beata Vergine Maria e ci affidiamo a Maria. La parola di Dio ha una grande ricchezza, come un pozzo senza fine non finisce mai di dissetare il nostro cuore. Anche se nella Parola ascoltata oggi non è menzionata Maria, comunque possiamo scoprire i numerosi riferimenti a lei.

Maria nel Magnificat si ispira anche alle parole di Isaia (61,1-3.10-11), che Gesù proclamò a Nazareth quando iniziò il suo ministero: «lo Spirito del Signore è su di me… mi ha mandato a portare il lieto annuncio… a portare il vangelo ai poveri». Gesù è la Consolazione di Dio, è venuto per consolare tutti gli afflitti. Per questo veneriamo Maria come Madre della Consolazione, su lei è sceso lo Spirito di Dio e nel suo grembo verginale germoglia Gesù, Giustizia e Misericordia di Dio.

Nel salmo, tratto da Isaia (12,1.2-6), abbiamo contemplato la collera di Dio, infinitamente lontana dalla collera umana. La collera di Dio è la sua preoccupazione per la nostra salvezza, come una madre si preoccupa del figlio e lo difende senza paura e davanti a tutti. In Gesù possiamo attingere alle sorgenti della salvezza e lodare il Signore che in Maria ha fatto opere grandi per noi.

Nel vangelo (Matteo 5,1-12) siamo saliti sulla montagna, come discepoli ci siamo avvicinati a Gesù, il Maestro che proclama le Beatitudini. In esse troviamo anzitutto il cuore di Gesù, ma possiamo scoprirvi anche quello di Maria e di Giuseppe, che sono stati modelli eccelsi per Gesù. Il cuore di Gesù è pieno di quelle virtù che, mentre cresceva, ha visto risplendere nella famiglia di Nazareth.

Maria ha veramente vissuto tutte le Beatitudini. Vive la povertà in spirito, con profonda umiltà si proclama serva del Signore e già vive in terra il Regno dei cieli. Vive con fede l’afflizione di stare sotto la croce del Figlio, memore della “spada che le avrebbe trafitta l’anima”. Vive la mitezza come bontà, vedere il bene e compierlo, e incapacità di compiere il male. A Nazareth la mitezza del suo sì permette al Signore, Dio Forte di germogliare nel suo grembo. Vive la fame e la sete della giustizia di Dio: ascolta la parola di Dio nei testi antichi, ascolta la parola dello Spirito nel suo cuore ed ascolta le parole di Gesù, che custodisce nel cuore. Vive la misericordia di far propria, sotto la croce, la preghiera del Figlio: “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno”. Vive la purezza del cuore, lei che è l’Immacolata, custodita da ogni peccato per essere Madre di Gesù. Vive la pace, dono di Gesù risorto, e la diffonde attorno a sé tra i discepoli. Vive la persecuzione, prima verso il Figlio e poi verso gli Apostoli e i discepoli, consolando con amore materno. Vive già la ricompensa nei cieli: Assunta nella gloria del cielo per intercedere ogni grazia per ciascuno di noi.

Maria, Madre della Consolazione, ci aiuti a vivere come lei, nello spirito delle beatitudini insegnate da Gesù.

Maria, Aiuto dei cristiani

Lunedì 11, le famiglie di Vico Neforo 3 ci hanno ospitati per l’Eucaristia, che ha avuto come tema “Maria, Aiuto dei cristiani”. Maria vede col cuore le nostre difficoltà e sollecitamente intercede ogni grazia per noi.

Nell’Apocalisse (12,1-3.7-12.17), la donna che appare come segno grandioso nel cielo è segno di Eva, madre di tutti i viventi ingannata dal serpente, figura del diavolo; di Maria, donna vestita di sole, vestita di Dio, è l’Immacolata; di ogni donna, perseguitata perché genera e porta la vita; della Chiesa, popolo santo coronato della testimonianza dei dodici Apostoli. Ma questa donna vive già nell’eternità con il Signore, poiché ha la luna, segno del tempo che passa, sotto i suoi piedi.

Un enorme drago rosso, segno del diavolo, cerca di distruggere la donna. Ecco contrapposti ancora, come alle origini, il diavolo contro Eva, Maria, ogni donna, la Chiesa perché in esse c’è la vita. Se mancasse la donna, non avremmo più figli. Purtroppo prestiamo potenza al drago contro la donna, ogni qualvolta nei nostri giorni una donna viene offesa, maltrattata, violentata, uccisa.

La donna non è lasciata sola nella lotta contro il drago, Dio la custodisce attraverso i suoi angeli. Nella fede sappiamo che questa lotta contro il male è già vinta, anche se continua nel tempo e si compirà alla fine della scena di questo mondo. Il drago, il serpente antico, il male ha sempre i giorni contati, non è definitivo. Ogni violenza, ogni male, ogni sangue versato chiede ragione a Dio e Dio ci ha regalato suo figlio Gesù, l’Agnello che ha vinto versando il suo sangue, ecco l’Eucaristia!

Abbiamo guardato ancora a Maria con l’immagine che ci ha regalato il salmo, che è il canto di lode di Giuditta (16,13-15), figura della donna che vince il male. Come Giuditta abbiamo innalzato a Dio un canto nuovo perché è grande, glorioso, mirabile nella sua potenza, invincibile. Sono le parole che Maria innalza nel Magnificat magnificando il Signore perché è pieno di bontà e misericordia.

Nel vangelo secondo Giovanni (2,1-11), abbiamo contemplato le nozze a Cana di Galilea. Maria, con il suo cuore che vede e provvede, si accorge che manca il vino alle nozze, la gioia per la festa, la grazia per la salvezza e invita Gesù a intervenire. Gesù la chiama “donna” e così, richiamando la donna delle origini, costituisce Maria, nuova Eva, madre di tutti i viventi che credono in Gesù.

E Maria, come ai servi del banchetto, ci raccomanda incessantemente: “Fate quello che vi dirà”, qualunque cosa dica, fatela! Fate quello che ci dice Gesù. Maria, aiuto dei cristiani, ci sostiene nel metterci sempre davanti a Gesù, in ascolto della sua parola, a stare attenti, ad aprire le orecchie e soprattutto il cuore e quindi la vita, che diviene testimonianza e dono di amore.

Maria continui a pregare per ciascuno di noi, rimasti senza “vino”, e così possiamo accogliere Gesù, vero “vino” di salvezza.

Maria, Madre del Buon Consiglio

Lunedì 18, sono le famiglie di Via Nicola Manfroce 93 a darci alloggio per celebrare l’Eucaristia con gli occhi e il cuore fissi su “Maria, Madre del Buon Consiglio”. Maria pellegrina ci accompagna nella sequela del Signore risorto, che cammina con noi e noi sulle sue orme, assieme a Maria.

Gli Atti degli Apostoli (1,12-14; 2,1-4), ci raccontano che, quando ormai tutto è compiuto, gli apostoli tornano a Gerusalemme e salgono al piano superiore dove abitavano. È bella questa annotazione, è la casa del cenacolo che si trova al piano superiore. Siamo chiamati a salire con Gesù al piano superiore, a vivere da discepoli del Signore, da figli di Dio, mai ai piani inferiori delle meschinità, delle vendette, dei risentimenti, del male. Gli apostoli, Maria la madre di Gesù, le altre donne e i discepoli e i parenti di Gesù abitano dove hanno celebrato l’Eucaristia. Ecco la Chiesa che vive dove c’è l’Eucaristia e tutti erano assidui e concordi nella preghiera, pregavano insieme e avevano un cuore solo. Dove c’è Maria c’è concordia, preghiera, pace e perdono. Maria, Madre del Buon Consiglio, ci indica la strada buona da percorrere, via che è pace, serenità, prudenza, fortezza.

Mentre tutti si trovano insieme, all’improvviso lo Spirito di Dio, forte come il fuoco e inafferrabile come il vento, riempì tutta la casa e i presenti. Colmi dello Spirito, ci lasciamo guidare dai buoni consigli che Maria ci affida attraverso la preghiera e così, invece di parlare le lingue del mondo (guerra, violenza, sopruso, egoismo), possiamo proclamare l’unica lingua dello Spirito (amore, pace, gioia, fiducia, perdono, mitezza, fortezza, bontà, misericordia).

Nel salmo, tratto dal Siracide (14,22-27), siamo messi davanti alla sapienza, sapienza di Maria che vive della Parola, sapienza di Maria che ci consiglia il bene, soprattutto con il suo esempio. Lasciamo che la sapienza di Dio possa riposare nelle nostre case, lasciamo aperte le porte, le finestre del nostro cuore, della nostra mente per vivere non più rinchiusi nei nostri egoismi, ma nella bontà del Signore.

Come narra l’evangelista Giovanni (19,25-34), Maria sta presso la croce di Gesù, ma non viene lasciata sola e non viene lasciato solo Gesù. Sotto la croce ci sono le donne assieme a Maria e il discepolo Giovanni, c’è una profonda comunione nella sofferenza. La sofferenza di Maria sotto la croce dice la fede di Maria, la dignità del suo soffrire che non è segnato dalla disperazione. È un’afflizione accompagnata dalla fede, dalla preghiera, dalla certezza che suo Figlio muore in croce ma che non può finire tutto lì sulla croce. Questo stare di Maria presso la croce diventa un esempio, un buon consiglio per ciascuno di noi. In qualunque situazione ci troviamo, dobbiamo stare in piedi con dignità, con libertà, con rispetto e attenzione verso Dio e verso gli altri.

Gesù, vedendo sua Madre, sentendo ormai giungere la fine della sua vita terrena, non la lascia da sola, ma la affida all’apostolo Giovanni, e in lui a tutti noi. Giovanni è il primo di una moltitudine di discepoli che accolgono Maria e anche noi, celebrando questa Eucaristia, apparteniamo a questa moltitudine, la Chiesa, che accoglie nella propria vita Maria.

Dopo questo Gesù proclama: «Ho sete!», è sete dell’amore nostro nei suoi confronti, ci chiede amore per dissetare il suo cuore umano e divino e noi gli diamo l’aceto delle nostre infedeltà. Ci affidiamo con tutto il cuore al Signore, facciamo nostro l’esempio di Maria, che sa vivere ogni momento di gioia accanto a Gesù, ma sa vivere soprattutto anche i momenti del dolore non perdendo la fede, ma affidandosi continuamente a Dio, nostro Padre.

L’ultimo lunedì di maggio, giorno 25, nella ricorrenza liturgica di Maria, Madre della Chiesa, siamo stati pellegrini a Serra San Bruno, per la Festa delle Reliquie di San Bruno, come ampiamente riportato nelle pagine seguenti.