Lunedì 25 maggio 2026, lunedì dopo Pentecoste, anche quest’anno, una parte della nostra comunità parrocchiale si è riunita per partecipare al consueto pellegrinaggio a Serra San Bruno. In cinquanta siamo stati pellegrini per celebrare la Traslazione delle Reliquie di San Bruno a Santa Maria del Bosco, avvenuta il tra il 1502 e il 1505 nel lunedì dopo Pentecoste. Il giorno dopo le reliquie furono traslate successivamente alla Certosa. Ecco una locandina che illustra in breve gli avvenimenti riguardanti la Traslazione delle Reliquie di San Bruno.

Di buon mattino il nostro caro mons. Angelo Casile ci ha accolti sul sagrato della nostra Parrocchia e, con animo gioioso e festoso, abbiamo iniziato il nostro pellrgrinaggio. Sul pullman abbiamo pregato le Lodi mattutine e, complice una deviazione obbligatoria del percorso, abbiamo attraversato dei bei paesini del nostro entroterra, intervallati da folta vegetazione montana, con grandi alberi secolari che trasmettevano pace e serenità.
Al nostro arrivo alla Certosa, siamo stati accolti da don Bruno Larizza, Rettore del Santuario-Eremo di Santa Maria del Bosco, presenza costante nei nostri festeggiamenti in onore di San Bruno, e da dom Ignazio Iannizzotto, priore della Certosa, che due anni fa, in via del tutto eccezionale, ci ha visitati nel corso della Novena a San Bruno.
II primo momento vissuto del nostro Pellegrinaggio è stata la Venerazione della Reliquia di San Bruno, custodita in un busto argenteo e che viene omaggiata in segno nuziale con il lancio dei confetti. Come antica tradizione, il popolo serrese si raccoglie intorno al busto del Santo e, prima del lancio dei confetti allo Sposo, offre preghiere e canti che si tramandano da generazioni.
Vengono intonati canti devozionali molto intensi, in dialetto serrese, che glorificano San Bruno raccontandone i momenti più salienti della vita mortale e ricordano “Mbiatu cui di stu Santu ha divuzziuoni! Lu paradisu non ci può mancari.” Prima di iniziare la Processione, P. Ignazio Iannizzotto, Priore della Certosa, ha effuso con una piccola Reliquia di San Bruno la Benedizione sui presenti e soprattutto sui più piccoli, bambini e bambine, molti dei quali indossavano l’abito certosino.












Dopo la Benedizione, il Priore, che portava in mano un piccolo reliquiario di San Bruno, in un’atmosfera di festa, mista a tradizioni e fede secolari, ha dato inizio alla Processione con il Busto-Reliquario del Santo verso il Santuario-Eremo di Santa Maria del Bosco. Il Priore, giunto al ruscello, ha consegnato il reliquiario al caro don Angelo, che lo ha portato fino al “dormitorio” che si trova di fronte al Santuario-Eremo, dove era stato allestito l’altare per celebrare la Santa Messa. Alla Processione partecipano tutte le Congreghe di Serra San Bruno, che si alternano nel portare il Busto-Reliquario di San Bruno. La processione, animata dalla preghiera del Rosario, si è svolta ordinatamente attraverso il bosco di Serra.












Giunti al Santuario-Eremo di Santa Maria del Bosco, con il quale la Parrocchia di San Bruno è gemellata da diversi anni, ci siamo raccolti in preghiera per la Celebrazione eucaristica presieduta da Don Bruno Larizza, Rettore del Santuario-Eremo. La Messa, celebrata sulle antiche grotte dove San Bruno ha vissuto, ci ha donato di ascoltare la Parola e ci ha colmati di gioia nel Signore. Abbiamo vissuto una celebrazione carismatica e intensa, animata da canti religiosi ed arricchita da un’omelia che ha toccato il profondo del cuore di molti partecipanti. Nell’omelia, accolta nell’animo della maggior parte dei presenti, don Bruno ci ha invitati a riflettere sulla ricorrenza della Traslazione delle Reliquie di San Bruno. «Non basta avere un abito o un’uniforme per renderci santi, poiché, a volte, sotto tali vesti siamo in grado di nascondere ombre e presunzioni che ci allontanano dalla volontà di Dio… San Bruno, in questa grotta, attendeva il Signore nella preghiera quotidiana e fino alla morte che lo ha raggiunto qui domenica 6 ottobre 1101… Anche noi ogni giorno dobbiamo attendere il Signore nella preghiera, vivere bene ciò che facciamo e scegliere l’essenziale per la nostra vita, ciò che resta per sempre e ci conduce a Dio». Al termine della celebrazione, sono state distribuite ai presenti “le panelle di San Bruno”, in ricordo della continua carità dei Certosini verso i bisognosi, e dei piccoli abeti da piantare vicino alle proprie abitazioni.












Conclusa l’Eucaristia, il Reliquario di San Bruno è stato collocato nel Santuario-Eremo alla venerazione dei fedeli. Dopo la foto ricordo di gruppo, ci siamo spostati per il pranzo al Ritrovo Santa Maria, vicinissimo al Santuario-Eremo. Come sempre, abbiamo vissuto il pranzo in un’intensa atmosfera di gioiosa fraternità,












Terminato il lauto pranzo, occasione di fraternità e letizia per lo stare insieme, ci siamo recati a Serra San Bruno per visitare la Chiesa di Maria Assunta in Cielo di Torrevecchia e la Chiesa di Maria Assunta in Cielo di Spinetto. Due chiese antiche con una storia particolare che attraversa i secoli e porta ancora oggi i suoi frutti: la condivisione di una statua gemella “La Madonna SS. Assunta in Cielo”. Le chiese, che ci sono state presentate dal prof. Marco Primerano, custodiscono l’antico altare della Certosa e il più antico dipinto di San Bruno. Conclusa la bella visita delle chiese, il nostro pellegrinaggio è giunto al termine ma, ognuno di noi, salendo sul pullman che ci avrebbe riportati a casa, pensava già a “chissà come sarà bello tornare un altro anno”. Al tramonto del giorno, siamo rientrati a Reggio Calabria in serenità e pace. Custodiremo nel nostro cuore questi bei momenti di fede e fraternità, con la gioia e la certezza che avremo anche la possibilità di rivivere ancora: grazie San Bruno, arrivederci al prossimo anno.












È molto bello concludere con una stupenda riflessione inviataci da chi ha partecipato al Pellegrinaggio.
ATTIMI
Gli occhi socchiusi, ad accogliere la Luce,
che filtra tra le fronde alte dei faggi,
l’odore verde bagnato del bosco, colori e profumi fioriti,
di rose avvolte in cespugli spinosi, come grembi di madre,
che cullano nel seno il proprio bambino;
il cuore trabocca di gioia…
Come “albero inginocchiato”,
il mio Santo amava stare raccolto in preghiera…
una preghiera fatta di silenzi mai uditi,
di occhi spalancati verso luoghi segreti,
ad inseguire e poi carpire la carezza di Dio,
oltrepassando l’azzurro del cielo,
immerso nell’immenso mare del silenzio dell’anima…
Attimi, che porterò con me per sempre,
come il profumo intenso di una rosa
colta lungo il sentiero
che ho dolcemente deposto sul Suo corpo argenteo,
insieme alla mia piccola preghiera…

