Signore

Gesù Signore (Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 446-455)

446 Nella traduzione greca dei libri dell’Antico Testamento, il nome ineffabile sotto il quale Dio si è rivelato a Mosè, YHWH, è reso con Kyrios («Signore»). Da allora Signore diventa il nome più abituale per indicare la stessa divinità del Dio di Israele. Il Nuovo Testamento utilizza in questo senso forte il titolo di «Signore» per il Padre, ma, ed è questa la novità, anche per Gesù riconosciuto così egli stesso come Dio.

447 Gesù stesso attribuisce a sé, in maniera velata, tale titolo allorché discute con i farisei sul senso del salmo 110, ma anche in modo esplicito rivolgendosi ai suoi Apostoli. Durante la sua vita pubblica i suoi gesti di potenza sulla natura, sulle malattie, sui demoni, sulla morte e sul peccato, manifestavano la sua sovranità divina.

448 Molto spesso, nei Vangeli, alcune persone si rivolgono a Gesù chiamandolo «Signore». Questo titolo esprime il rispetto e la fiducia di coloro che si avvicinano a Gesù e da lui attendono aiuto e guarigione. Pronunciato sotto la mozione dello Spirito Santo, esprime il riconoscimento del mistero divino di Gesù. Nell’incontro con Gesù risorto, diventa espressione di adorazione: «Mio Signore e mio Dio!» (Gv 20,28). Assume allora una connotazione d’amore e d’affetto che resterà peculiare della tradizione cristiana: «È il Signore!» (Gv 21,7).

449 Attribuendo a Gesù il titolo divino di Signore, le prime confessioni di fede della Chiesa affermano, fin dall’inizio, che la potenza, l’onore e la gloria dovuti a Dio Padre convengono anche a Gesù, perché egli è di «natura divina» (Fil 2,6) e perché il Padre ha manifestato questa signoria di Gesù risuscitandolo dai morti ed esaltandolo nella sua gloria.

450 Fin dall’inizio della storia cristiana, l’affermazione della signoria di Gesù sul mondo e sulla storia comporta anche il riconoscimento che l’uomo non deve sottomettere la propria libertà personale, in modo assoluto, ad alcun potere terreno, ma soltanto a Dio Padre e al Signore Gesù Cristo: Cesare non è «il Signore». La Chiesa «crede di trovare nel suo Signore e Maestro la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana».

451 La preghiera cristiana è contrassegnata dal titolo «Signore», sia che si tratti dell’invito alla preghiera: «Il Signore sia con voi», sia della conclusione della preghiera: «Per il nostro Signore Gesù Cristo», o anche del grido pieno di fiducia e di speranza: «Maran atha» («Il Signore viene!»), oppure «Marana tha » («Vieni, Signore!») (1 Cor 16,22), «Amen, vieni, Signore Gesù!» (Ap 22,20).

In sintesi

452 Il nome «Gesù» significa «Dio salva». Il Bambino nato dalla Vergine Maria è chiamato «Gesù» «perché salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21): «Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati » (At 4,12).

453 Il nome «Cristo» significa «unto», «Messia». Gesù è il Cristo perché Dio lo «consacrò in Spirito Santo e potenza» (At 10,38). Egli era «colui che deve venire» (Lc 7,19), l’oggetto della speranza d’Israele.

454 Il nome «Figlio di Dio» indica la relazione unica ed eterna di Gesù Cristo con Dio suo Padre: egli è il Figlio unigenito del Padre e Dio egli stessoPer essere cristiani si deve credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio.

455 Il nome «Signore» indica la sovranità divina. Confessare o invocare Gesù come Signore, è credere nella sua divinità. «Nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1 Cor 12,3).