Un mese con Maria, Madre di misericordia

Pubblicato giorno 1 maggio 2018 - notizie

Vergine silenzio Nel mese caro alla Beata Vergine Maria, Madre di misericordia e Vergine del silenzio,  vogliamo essere poveri di parole per saper ascoltare la Parola di  Dio e  viverla sempre più. Ascolta e medita il canto Vergine del silenzio.

 Vergine del silenzio,
 che ascolti la parola e la conservi,
 donna del futuro, aprici il cammino.

 Silenzio di chi vigila,
 silenzio di chi attende,
 silenzio di chi scopre una presenza.

 Silenzio di chi dialoga,
 silenzio di chi accoglie,
 silenzio di chi vive in comunione.

 Silenzio di chi prega,
 silenzio di chi è in pace,
 silenzio di chi è “uno” nel suo spirito.

 Silenzio di chi è povero,
 silenzio di chi è semplice,
 silenzio di chi ama ringraziare.

 

Meditazioni giornaliere tratte da: Sr Marie-Paul Farran, Madre di misericordia. Un mese con Maria, EP, 2010.

1. Maria, nuova Eva
- Dal libro della Genesi (3,14-15): Il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto sii tu fra tutto il bestiame. […] Io porrò un’ostilità tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: essa ti schiaccerà la testa e tu la assalirai al tallone».
- Commento: Il nodo della disobbedienza di Eva è stato sciolto dall’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede (Ireneo di Lione, II secolo).
- Preghiera: Beata tu, Maria, divenuta Madre del Signore dei re! Nel tuo seno ha abitato colui della cui lode sono pieni i cieli. Beata tu, o Benedetta, perché per te è stata cancellata la maledizione di Eva! Grazie a te è stato pagato il debito comune contratto dal serpente per le generazioni. Tu hai generato quel tesoro che ha colmato il mondo di ogni aiuto. Da te è sorta la luce che ha distrutto il regno delle tenebre (Efrem il Siro, IV secolo).

2. Maria, roveto ardente
- Dal libro dell’Esodo (3,4-6): Il Signore chiamò Mosè dal mezzo del roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti: togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe». Mosè si coprì il volto, perché temeva di guardare verso Dio.
- Commento: Ciò che era prefigurato nella fiamma e nel roveto fu apertamente manifestato nel mistero della Vergine. Come sul monte il roveto ardeva ma non si consumava, così la Vergine partorì la luce ma non si corruppe. Non ti sembri sconveniente la similitudine del roveto: esso prefigura il corpo della Vergine, la quale ha partorito Dio (Gregorio di Nissa, IV secolo).
- Preghiera: Maria, tu sei il roveto visto da Mosè in mezzo alle fiamme che non si consumava, il quale è il Figlio del Signore. Egli venne e abitò nelle tue viscere e il fuoco della sua divinità non consumò la tua carne. Prega per noi, o Santa! (Inno della Chiesa etiopica).

3. Maria, donna forte
Dal libro dei Giudici (5,7-8.12): Mancavano i capi valorosi in Israele, mancavano, finché non sei sorta tu, o Debora, non sei sorta tu, madre in Israele. Israele si scelse nuovi dèi: allora il pane d’orzo venne a mancare… Alzati, alzati, Debora, alzati, alzati, componi un canto. Muoviti, Barak, cattura chi ti aveva catturato, o figlio di Abinoam.
Commento: La vera via da seguire per stendere un ponte tra Debora e Maria di Nazaret è un motivo teologico fondamentale che dovremo ripetere per molte altre donne dell’Antico Testamento (Rut, Anna, Ester, Giuditta). Lo possiamo formulare con l’espressione paolina: «Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre al nulla le cose che sono» (1Cor 1,27-28) (Gianfranco Ravasi).
Preghiera: Santa Maria, soccorri i miseri, aiuta gli sfiduciati, rincuora i deboli. Quanti celebrano il tuo ricordo sperimentino tutti il tuo generoso aiuto. Sii attenta alla voce di chi ti prega, soddisfa il desiderio di ognuno. Sia tuo compito l’assidua intercessione per il popolo di Dio, tu che meritasti, o Benedetta, di portare il riscatto del mondo, Colui che vive e regna nei secoli dei secoli (Fulberto di Chartres, XII secolo).

4. Maria, ricolma di grazia
Dal libro dei Giudici (6,14.17.36-38): Il Signore si rivolse a Gedeone con queste parole: «Va’ perché con la tua forza salverai Israele dalle mani dei Madianiti. Sono io che ti mando». Gedeone disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che sei proprio tu quello che parla con me. […] Ecco che io stendo un vello nell’aia: se la rugiada cadrà soltanto sul vello e tutto il terreno all’interno resterà asciutto, io saprò che tu hai intenzione di salvare Israele per mano mia». Quando, il mattino dopo, Gedeone si alzò, andò a strizzare il vello: ne venne fuori tanta rugiada da farne piena una coppa.
Commento: Con quali parole di lodi illustrerò l’immacolato carattere della purezza di Maria? Lei è il vello immacolato, posto nell’aia del mondo, dal quale il Salvatore, scendendo dal cielo come pioggia, prosciugò la terra dall’immensa fioritura dei mali e di nuovo prosciugò il vello dalla sottostante umidità delle passioni e riempì la terra del sovrabbondante dono dei beni (Pseudo-Proclo di Costantinopoli, VII secolo).
Preghiera: O Cristo Dio, Verbo del Padre, tu sei sceso come la pioggia sul campo della Vergine e, come grano di frumento perfetto, tu sei apparso laddove nessun seminatore aveva mai seminato e sei diventato cibo per il mondo… Noi ti magnifichiamo, Vergine Madre di Dio, vello che assorbi la rugiada celeste, campo di frumento benedetto che soddisfi la fame del creato (Lode della Chiesa siro-maronita).

5. Maria, donna fedele
Dal libro di Rut (4,13.17): Booz prese Rut in moglie e si unì a lei; il Signore le concesse di concepire e dette alla luce un figlio. Essa lo chiamò Obed. Egli fu il padre di Iesse, padre di Davide.
Commento: Dal ceppo pagano è nata quella donna virtuosa che fu Rut la moabita, che abbandonò gli dei, i loro errori e il suo popolo, e che ebbe in sorte un’eredità nella terra d’Israele per diritto di parentela. Dalla sua discendenza è stata concepita la Vergine Maria. A questa misericordia del Signore, che prendeva le mosse da lontano, plaudiva colui che diceva: «Giuda è il mio re, Moab l’anfora della mia speranza» (Sal 59,9-10) (Osberto di Clare, XII secolo).
Preghiera: Io ti scelgo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la corte celeste, per mia Madre e mia Regina. Ti offro e ti consacro, in tutta sottomissione e amore, il mio corpo e la mia anima, i miei beni interiori ed esteriori, e il valore stesso delle mie buone azioni passate, presenti e future, lasciandoti interamente il pieno diritto di disporre di me e di ogni cosa che mi appartenga, senza eccezione alcuna, secondo la tua volontà, per la più grande gloria di Dio, nel tempo e nell’eternità. Amen (Luigi Maria Grignon de Monfort, 1673 – 1716).

6. Maria, umile serva del Signore
- Dal primo libro di Samuele (1,20; 2,1): Al compiersi del tempo, Anna concepì e diede alla luce un figlio cui pose nome Samuele, dicendo: “L’ho domandato al Signore”. […] Poi Anna pregò e disse: «Il mio cuore esulta nel Signore, la mia fronte si eleva al Signore. Si apre la mia bocca contro i miei nemici, poiché gioisco per la tua salvezza».
- Commento: Colui che dà il seme all’uomo, abita nel corpo della Vergine; lui che ha reso la sterile Sara feconda, dimora nel seno della figlia di Davide. Colui che ha rivolto lo sguardo alle lacrime di Anna, ha guardato anche all’umiltà di Maria. Colui che ha tolto una costola ad Adamo, si è egli stesso abbassato in questa costola di Adamo… (Isacco di Antiochia, VI secolo).
- Preghiera: Ave, o piena di grazia: la maledizione è finita, la corruzione è dissolta, la tristezza è cessata, la gioia è fiorita, in te si è attuato il lieto annunzio dei profeti! (Gregorio di Nissa, IV secolo).

7. Maria, arca della nuova alleanza
Dal secondo libro di Samuele (6,2.9-11): Davide si alzò e partì con tutta la sua gente per trasportare l’arca di Dio sulla quale è invocato il nome del Signore degli eserciti… Davide in quel giorno ebbe timore e disse: “Come potrà venire da me l’arca del Signore?”. Egli, allora, la fece condurre alla casa di Obed-Edom di Gat e l’arca del Signore rimase tre mesi nella casa di Obed-Edom, di Gat e il Signore benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa.
Commento: L’arca d’Israele era di legno ma placcata d’oro all’interno e all’esterno. Presso il popolo d’Israele l’oro e il legno simboleggiavano l’unione della divinità con l’umanità. L’arca placcata d’oro all’interno e all’esterno è simbolo di Maria, la santa madre di Dio: al di fuori significava l’impassibilità di Maria, lontana da ogni impurità e spudoratezza femminile; l’oro all’interno indicava lo Spirito Santo che doveva abitare in tutto il suo intimo (Giovanni di Darà, IX secolo).
Preghiera: Tutti ti inneggiano quale tempio del Vivente, o madre di Dio! Rallegrati, o tenda di Dio e del suo Verbo, santa più eccelsa dei santi, arca d’oro dello Spirito, tesoro inesauribile della vita! Rallegrati, o diadema prezioso di re santi, torre incrollabile della Chiesa! (Acclamazione della Liturgia bizantina).

8. Maria, vergine figlia di Sion
Dal libro del profeta Sofonia (3,14-15.17): Gioisci, figlia di Sion, rallegrati, Israele; gioisci ed esulta di tutto cuore, figlia di Gerusalemme: il Signore ha cancellato i decreti della tua condanna, ha sviato altrove il nemico. Il Signore, re d’Israele, è in mezzo a te, non avrai più da temere la sventura… Egli esulterà di gioia per te, ti rinnoverà col suo amore, danzerà per te, giubilando, come nei giorni di festa.
Commento: La figlia di Sion che, secondo gli annunci profetici, era una personificazione della comunità dell’alleanza, è la collaboratrice diretta del Signore nel compimento della salvezza messianica: accoglierà il Salvatore e darà vita al nuovo popolo di Dio. Dopo la sofferenza e l’abbandono in cui sembravano ormai sepolte le speranze di Israele, tutto rifiorirà in modo prodigioso (Alberto Valentini).
Preghiera: Ave, abitazione della divinità, colui che i cieli non possono contenere è contenuto nel tuo seno, Benedetta! Ave, trono infuocato! Ave, figlia di Sion, montagna intatta: in te abita la pienezza della divinità per volontà dell’eterno Padre e per intervento dello Spirito Santo! Ave, o piena di grazia, il Signore è con te! (Anatolio).

9. Maria, vittoriosa contro il male
- Dal libro di Giuditta (15,9-10): Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d’Israele, tu splendido onore del nostro popolo. Tutto questo hai compiuto con la tua mano, cose mirabili hai operato per Israele, di esse Dio si è compiaciuto. Sii sempre benedetta dall’onnipotente Signore.
- Commento: In quel tempo il Salvatore, rivolgendosi a Maria, disse: «Per te, Madre mia, farò ciò che ho fatto a nessuno, perché tu mi hai generato per la salvezza del mondo… Quando sgorgherà l’acqua delle tue lacrime e quando vedrò i tuoi occhi di colomba spargere lacrime calde, il mio interno si commuoverà. Si raffredderà perciò il fuoco della mia collera, i flutti della mia ira si ammansiranno d’improvviso scenderà la mia misericordia, e la mia clemenza si volgerà dove tu vorrai» (Patto di misericordia, XVIII secolo).
- Preghiera: Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta (Preghiera composta in Egitto, III secolo).

10. Maria, avvocata nostra
- Dal libro di Ester (7,3-4): La regina Ester disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia concessa la vita e il mio desiderio è che sia risparmiato il mio popolo. Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi, sterminati».
- Commento: Io ti costruirò quale muro del mondo, ponte di coloro che sono scossi dai marosi, arca di quelli che si salvano, bastone per coloro che si lasciano condurre per mano, intercessione per i peccatori e scala che ha il potere di far salire gli uomini al cielo (Germano di Costantinopoli, VIII secolo).
- Preghiera: O Regina, aiutaci, muoviti a pietà di noi, affrettati, stiamo per soccombere sotto il peso dei peccati. Non rimandare delusi i tuoi servi poiché tu sola sei la nostra speranza! Se non fossi stata tu a intercedere, chi ci avrebbe liberato da tanti pericoli? Chi ci avrebbe preservati immuni fino a ora? O Regina, non ci allontaneremo da te perché tu salvi sempre i tuoi servi da ogni sventura (Inno della Chiesa greca).

11. Maria, splendore di grazia
- Dal libro dei Salmi (45,2.10-12): Effonde il mio cuore liete parole, al re declamo il mio poema. Una figlia di re a te viene incontro qual regina alla tua destra, in oro di Ofir. Ascolta, o figlia, e vedi: protendi il tuo orecchio e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. Piaccia al re la tua bellezza; poiché egli è il tuo signore: rendigli omaggio.
- Commento: Ascolta, o figlia, e porgi l’orecchio al messaggio di Gabriele, perché è proprio a causa di questo messaggio che noi abbiamo cancellato, come si cancella un suono amaro mediante un dolce discorso, il veleno della disobbedienza (veleno che l’astuzia del serpente aveva istillato nelle orecchie di Eva e reso l’umanità intera partecipe della goccia velenosa) e che ora siamo resi capaci di sottometterci e di ubbidire solo ai comandamenti del nostro Creatore (Fozio di Costantinopoli, IX secolo).
- Preghiera: La tua condotta, o beata Vergine Madre di Dio, stupisce i celesti; tu hai sorretto e portato sul tuo petto Colui che con un solo cenno governa tutte le creature. O Sposa del Re, chiedi e supplica il Re dei re, che tu hai partorito con ogni purezza, di spargere la sua misericordia, nel giorno della sua festa, su tutti coloro che si rifugiano nelle tue preghiere (Invocazione della Chiesa siro-maronita).

12. Maria, sede della sapienza
- Dal libro della Sapienza (9,1-2.4-6): Dio dei Padri e Signore di misericordia, che con la tua parola hai formato l’universo e con la tua sapienza hai formato l’uomo… dammi la sapienza che siede accanto a te in trono e non mi escludere dal numero dei tuoi servi, perché io sono tuo servo e figlio della tua serva, uomo debole, di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Per quanto uno tra i figli degli uomini sia perfetto, se gli manca la sapienza che viene da te, sarà considerato come un nulla.
- Commento: La Vergine amava imparare ed era una buona discepola, che conservava in cuore ogni buona parola; era piena di riflessione sulle divine Scritture, piena di ogni sapienza: doveva infatti diventare Madre del Verbo e della Sapienza di Dio, aperta alla parola e capace di compiere l’annuncio che si trasmette con la voce (Massimo il Confessore).
- Preghiera: O mia Signora, Maria, tu sei il giardino della sapienza, il cui fiore non cade né marcisce. O sposa bella, che brilli al di sopra della bellezza del sole, accendi nel mio cuore la lampada della sapienza e della prudenza. Sii vigile nel custodirmi e pronta a difendermi! (Inno etiopico, XVI secolo).

13. Maria, giardino intatto
- Dal Cantico dei Cantici (4,7.9-10.12): Tutta bella sei tu, amica mia, e nessuna macchia è in te. Mi hai ferito il cuore, mia sorella, sposa, mi hai ferito il cuore con uno solo dei tuoi sguardi, con una sola gemma della tua collana. Come sono belle le tue carezze, mia sorella, sposa, quanto migliori del vino le tue carezze, e il profumo dei tuoi unguenti più soave di tutti gli aromi! Un giardino chiuso tu sei, mia sorella, sposa, un giardino chiuso, una fonte sigillata.
- Commento: Maria è la sola che ha meritato di essere chiamata “madre” e “sposa”. Mentre la madre del nostro genere ha fatto entrare la pena nel mondo, la Madre del nostro Signore vi ha fatto nascere la sua salvezza. Eva, uccidendo, ha danneggiato; Maria, col dare la vita, ha recato giovamento. Eva ha percosso, Maria ha guarito. La Vergine, infatti, in modo mirabile e ineffabile ha generato il suo e il Salvatore di tutte le cose. Ella è il tempio di Dio, la fonte designata, la posta nella casa del Signore! (Ambrogio Autperto, VIII secolo).
- Preghiera: O Dio, che hai reso il grembo della Vergine Maria fontana sigillata e tu stesso sei entrato e uscito dal giardino chiuso della Madre in modo da non violare la verginità della Genitrice, ti preghiamo: preparaci ad essere giardino della tua buona volontà, affinché abitando tu solo in esso possa raccogliere in noi frutti di virtù (Orazionale visigotico).

14. Maria, vergine delle vergini
- Dal libro del profeta Isaia (7,13-15; 9,1): Isaia disse: «Ascoltate, o casa di Davide! Forse è poco per voi stancare gli uomini, che volete stancare anche il mio Dio? Perciò il Signore stesso darà a voi un segno. Ecco la giovane donna concepirà e partorirà un figlio, e gli porrà nome Emmanuele. Egli mangerà panna e miele, fin quando saprà rigettare il male e scegliere il bene». Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano un paese tenebrose risplendette una luce.
- Commento: «La vergine concepirà», canto Isaia. Ma non spiegò chi, dove, quando sarebbe accaduto. In Maria risuonò alta la voce della profezia, perché fu resa nota in lei, piena di portento prodigioso. (…) In Maria furono spiegati gli arcani degli occulti libri profetici. Da essa spuntò il sole di giustizia e al suo spuntare illuminò tutta la terra. (…) In Maria si sono adempiuti tutti i simboli, i segni; gli annunzi in lei ebbero termine (Efrem il Siro, IV secolo).
- Preghiera: O Vergine Immacolata, madre di Dio e piena di grazia, Colui che tu hai portato è l’Emmanuele, il frutto del tuo seno. Tu o Maria sorpassi ogni lode! Io ti saluto Maria, madre di Dio e gloria degli angeli, perché tu oltrepassi in pienezza di grazia tutti gli annunci dei profeti! Il Signore è con te: tu partorisci il Salvatore del Mondo (Antica invocazione, III secolo).

15. Maria, terra vergine
- Dal libro del profeta Isaia (61,10; 62,4-5): Esulterò grandemente nel Signore, e si rallegrerà l’anima mia nel mio Dio… Nessuno ti chiamerà più “Abbandonata!”, né la tua terra si dirà più “Devastata!”, poiché sarai chiamata “Mio Piacere”, e la tua terra “Sposata”; perché il Signore trova piacere in te e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo costruttore; come gioisce lo sposo della sua sposa, così il tuo Dio gioirà di te.
- Commento: Da dove proviene la sostanza del primo uomo? Dalla volontà e sapienza di Dio e dalla terra vergine. Da questa terra Dio prese del fango e plasmò l’uomo, principio del genere umano. Nascendo da una vergine il Signore, per volontà e sapienza di Dio, riprodusse lo stesso schema di corporeità per dimostrare l’idoneità della sua corporeità con quella di Adamo e per rifare, come all’inizio, l’uomo a immagine di Dio (Ireneo di Lione, II secolo).
- Preghiera: Ave, o virgulto di un tronco non inaridito, ave, o genitrice del creatore della nostra vita, ave, o terra feconda che germoglia la misericordia, ave, o mensa imbandita di abbondante perdono, ave, o tu che fai fiorire il giardino delle delizie, ave, o tu che prepari alle anime un porto sicuro, ave, o perdono per il mondo intero, ave, o benevolenza divina per i mortali, ave, o parola fiduciosa dei mortali rivolta a Dio, ave, o Vergine sposa! (Akathistos della Chiesa orientale).

16. Maria, piena di grazia
- Dal Vangelo secondo Luca (1,26-31): Al sesto mese Dio mandò l’angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo di nome Giuseppe della casa di Davide: il nome della vergine era Maria. Entrò da lei e disse: “Salve, piena di grazia, il Signore è con te”. Per tali parole ella rimase turbata e si domandava che cosa significasse un tale saluto. Ma l’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio. Lo chiamerai Gesù”.
- Commento: L’angelo aspetta la tua risposta, o Maria! Sta nelle tue mani il prezzo del nostro riscatto. Rispondi presto, o Vergine! Pronuncia, o Signora, la parola che terra e inferi e persino il cielo aspettano. Da’ la tua parola e accogli la Parola (…) Apri, dunque, o Vergine beata, il tuo cuore alla fede, le tue labbra alla parola, il tuo seno al Creatore. Ecco, colui che è il desiderio di tutte le genti, sta fuori e bussa alla tua porta (…) Alzati, corri, apri! Alzati con la tua fede, corri col tuo affetto, apri col tuo consenso (S. Bernardo di Chiaravalle).
- Preghiera: Ave, o piena di grazia, il Signore è con te! Ave, abitazione della divinità, colui che i cieli non possono contenere, è contenuto nel tuo seno, Benedetta! In te, infatti, abita la pienezza della divinità per volontà dell’eterno Padre e per intercessione dello Spirito Santo! Ave, o piena di grazia, il Signore è con te! (Anatolio, VII secolo).

17. Maria, benedetta fra le donne
- Dal Vangelo secondo Luca (1,41-44): Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balzò in seno il bambino. Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno. Ma perché mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore? Ecco che appena il suono del tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino m’è balzato in grembo per la gioia”.
- Commento: Maria salutò Elisabetta: la madre del padrone salutò quella del servo; la madre del re salutò quella del soldato; la madre di Dio salutò la madre dell’uomo; la vergine salutò la donna sposata. E quando si furono salutate, lo Spirito Santo che abitava nel seno di Maria incitò colui che era nel seno di Elisabetta, come uno che incita il proprio amico: “Affrettati ad alzarti! Esci, raddrizza le vie del Cristo, perché egli possa realizzare la salvezza affidatagli!” (Sant’Atanasio, IV secolo).
- Preghiera: Come ti chiamerò, o vergine tutta santa? Come ti chiamerò, o città del gran Re, o castello ornato del Re dei Re? Come ti chiamerò, o scala eccelsa e santa, sulla cui sommità si trova il Signore che gli angeli glorificano? Come ti chiamerò, o benedetta fra le donne, tu che hai generato l’Emmanuele, il nostro Signore Gesù Cristo? Come ti chiamerò, o giustizia, o misericordia, che s’incontrano e s’abbracciano tra loro secondo la voce dei profeti? (Acclamazione dalla Liturgia copta).

18. Maria, causa della nostra gioia
- Dal Vangelo secondo Luca (1,46-50): Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore perché ha considerato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Perché grandi cose ha fatto in me il Potente, Santo è il suo nome, e la sua misericordia di generazione in generazione va a quelli che lo temono”.
- Commento: Nel Magnificat Maria ci insegna come dobbiamo amare e lodare Dio, con animo spoglio, senza cercare in lui il nostro interesse… Maria vuole che per mezzo di lei tu giunga a Dio, imparando a sperare e a confidare in Dio. Lei vuole essere il più grande esempio della grazia di Dio così da incitare tutti alla fiducia e alla lode della grazia divina (Martin Lutero, 1483 – 1546).
- Preghiera: O Vergine beata, madre di Dio, quale grande consolazione Dio ci ha mostrato in te? Poiché con tanta grazia Egli ha guardato alla tua umiltà e nullità, ricordandoci in tal modo che d’ora innanzi non disprezzerà ma guarderà graziosamente noi, uomini poveri, secondo il tuo esempio (Martin Lutero).

19. Maria, sposa di Giuseppe
- Dal Vangelo secondo Matteo (1,20-21): L’angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe per dirgli: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa: ciò che in lei è stato concepito è opera dello Spirito Santo. Darà alla luce un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
- Commento: Con queste parole l’angelo annullò il dubbio di cui soffriva Giuseppe e introdusse piuttosto in lui un altro timore, quello di temere e riverire ancor più la santa Vergine come piena di Spirito Santo, e genitrice secondo la carne del Figlio inesprimibile e incomprensibile, nato prima dei secoli, che avrebbe salvato il suo popolo dai peccati (Massimo il Confessore, VII secolo).
- Preghiera: Portandosi dentro una tempesta di contrastanti pensieri, il sapiente Giuseppe era turbato. Sapendoti da lui non toccata, amori furtivi sospettava, o irreprensibile! Ma quando madre ti seppe per opera dello Spirito Santo gridò: “Alleluia!” (Tratto dall’Akathistos della Chiesa orientale).

20. Maria, grembo del verbo fatto carne
- Dal Vangelo secondo Luca (2,4-7): Giuseppe dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì nella Giudea, alla città di Davide, che si chiamava Betlemme, perché egli era della casa e della famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto all’albergo.
- Commento: L’autore della vita è nato dalla nostra carne dalla Madre dei viventi. Con le sue fasce scioglie i legami dei nostri peccati e asciuga per sempre le lacrime delle nostre madri. Danza e sussulta, creazione del Signore, poiché il tuo Salvatore è nato… Contemplò un mistero strano e inatteso: la grotta è il cielo, la Vergine è il trono dei cherubini, la mangiatoia è il luogo dove riposa l’incomprensibile, il Cristo Dio (Antifona della Liturgia bizantina).
- Preghiera: Quanta luce sul mondo, quale grazia per tutto il cielo! Quale fulgore quando Cristo uscì dal grembo di Maria in uno splendore mai visto! Ave, santa madre, che hai partorito il re, colui che regge il cielo e la terra nel tempo la cui divinità e il cui dominio sono senza fine (Celio Sedulio, V secolo).

21. Maria, consolatrice degli afflitti
- Dal Vangelo secondo Luca (2,22.33-35): Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore… Ora, suo padre e sua madre rimasero meravigliati delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedì e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è posto per la caduta e per la resurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione, sicché una spada trapasserà la tua anima, affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori”.
- Commento: Come Cristo grida: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, così anche la vergine Maria dovette essere penetrata da una sofferenza che umanamente corrisponde a quella del Figlio. “Una spada trapasserà la tua anima e renderà manifesti i pensieri di molti cuori”; anche del tuo, se oserai credere ancora, se sarai ancora abbastanza umile da credere che tu in verità sei l’eletta tra le donne, colei che ha trovato grazia davanti a Dio (Soren Kierkegaard, 1813-1855).
- Preghiera: Addolorata, in pianto la Madre sta presso la croce, immersa in angoscia mortale geme nell’intimo del cuore trafitto da spada. O Madre, sorgente di amore, fa che io viva il tuo martirio, fa che io pianga le tue lacrime; siano impresse nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio (Dallo Stabat Mater di Jacopone da Todi, XIII secolo).

22. Maria, stella del cielo
- Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-2): Dopo che Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei Magi, i quali domandavano: “Dov’è il neonato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo”.
- Commento: La luce che sorge dalle tenebre è il Cristo… però tra quella gente che era simile alla notte, non fu notte la Vergine Maria, che anzi fu in certo modo la stella della notte; perciò a indicare il suo parto fu una stella la quale condusse la remota notte, ossia i Magi d’Oriente, ad adorare la luce; e così anche per questi si adempì il detto secondo il quale dalle tenebre risplendette la luce (Sant’Agostino di Ippona, 395-430).
- Preghiera: Nulla ho da offrirti, nulla da domandare. Vengo solamente, o Madre, per contemplarti. Perché tu sei bella, perché sei immacolata, la donna della grazia finalmente restituita, così come è uscita da Dio al mattino del suo originale splendore. Semplicemente perché esisti, Madre di Gesù Cristo, che tu sia ringraziata! (Paul Claudel, 1868-1955).

23. Maria, regina dei martiri
- Dal Vangelo secondo Matteo (2,16-18): Erode, vistosi ingannato dai Magi, si adirò fortemente e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù, in considerazione del tempo preciso indicatogli dai Magi. Allora si adempì quanto fu detto dal profeta Geremia: “Una voce s’è udita in Rama, pianto e lamento copioso; Rachele piange i suoi figli e non si vuole consolare, perché non sono più”.
- Commento: Dio è impotente e debole nel mondo; così, e soltanto così, rimane con noi e ci aiuta. Cristo non ci aiuta tanto in virtù della sua onnipotenza, ma in virtù della sua sofferenza (Dietrich Bonhoeffer, 1906-1945).
- Preghiera: O Vergine santa, che hai generato nella carne il Verbo, santifica le nostre anime, donaci di vivere in fedeltà, noi che sempre ti lodiamo e acclamiamo così: Salvaci, o porta della salvezza, proteggici, o madre della verità, soccorri i fedeli che ti onorano, o immacolata! Evitaci le possibili, innumerevoli cadute, o purissima! Proteggi, difendi, custodisci coloro che sperano in te! (Sergio, patriarca di Costantinopoli, VII secolo).

24. Maria, donna obbediente
- Dal Vangelo secondo Luca (2,48-50): Nel vedere Gesù, Maria e Giuseppe furono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, addolorati, ti cercavamo!”. Ma egli rispose loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?” Essi però non compresero ciò che aveva detto loro.
- Commento: Quanto grande, quanto eroica è l’obbedienza della fede dimostrata da Maria di fronte agli imperscrutabili giudizi di Dio! Come si abbandona a Dio senza riserve, prestando il pieno ossequio dell’intelletto e della volontà a Colui, le cui vie sono inaccessibili. Ed insieme quanto potente è l’azione della grazia nella sua anima, come penetrante è l’influsso dello Spirito Santo, della sua luce e della sua virtù! Mediante questa fede Maria è perfettamente unita a Cristo (San Giovanni Paolo II, 1920-2005).
- Preghiera: Maria, madre di Gesù, dammi il tuo cuore, così bello, così puro, così immacolato, così pieno d’amore e umiltà: rendimi capace di ricevere Gesù nel pane della vita, amarlo come lo amasti e servirlo sotto le povere spoglie del più povero tra i poveri. Amen (Madre Teresa di Calcutta, 1910-1997).

25. Maria di Nazaret
- Dal Vangelo secondo Marco (6,1-3): Gesù venne nella sua patria, accompagnato dai suoi discepoli. Venuto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga e i molti ascoltatori, stupiti, dicevano: “Donde ha costui tali cose? Che sapienza è quella che gli è stata data? E che miracoli avvengono per le sue mani? Non è egli il carpentiere, il figlio di Maria e fratello di Giacomo, di Giuseppe, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non sono qui tra noi?”. E si scandalizzavano di lui.
- Commento: Dimmi: chi è quel carpentiere che dal nulla ha fatto il mondo? Chi è quel carpentiere che è stato l’inventore dell’arte stessa? Dunque, o lettore, chiamalo pure ”carpentiere”, purché tu confessi che è “Figlio di Dio”; chiamalo pure “Figlio di Maria”; dì’ pure che è “vero uomo”, purché tu lo confessi “Figlio di una vergine”. Parla pure di “fratelli”: affermerai e proclamerai l’immensa condiscendenza del Creatore (Pietro Crisologo, V secolo).
- Preghiera: Santa Maria, donna feriale, forse tu sola puoi capire che questa nostra follia di ricondurti entro i confini dell’esperienza terra terra, che noi pure viviamo, non è il segno di mode dissacratorie… Torna a camminare discretamente con noi, o creatura straordinaria innamorata di normalità, che prima di essere incoronata regina del cielo, hai ingoiato la polvere della nostra povera terra (Mons. Tonino Bello, 1935-1993).

26. Maria, donna del vino nuovo
- Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-5): Ci fu una festa di nozze in Cana di Galilea e c’era là la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Ed essendo venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. Le rispose Gesù: “Che vuoi da me, o donna? Non è ancora venuta la mia ora”. Sua madre disse ai servi: “Fate quello che vi dirà”.
- Commento: Allorché il Cristo per la sua potenza mutò in modo manifesto l’acqua nel vino, tutta la folla fu ricolma di gioia, trovando assai gradevole il gusto di quel vino. Oggi possiamo tutti sederci al banchetto della Chiesa, poiché il vino è mutato nel sangue di Cristo e noi tutti ne assumiamo in santa letizia, glorificando il grande Sposo. Perché l’autentico Sposo è il Figlio di Maria, il Verbo che esiste dall’eternità, che ha assunto condizione di schiavo e che tutto ha creato con sapienza (Romano il Melode, VI secolo).
- Preghiera: O tu, che nella tua potenza hai cambiato l’acqua in vino cambia in gioia l’opprimente tristezza dei miei peccati, per la Theotokos, o Cristo Dio, tu, che tutto hai creato con sapienza (Romano il Melode).

27. Maria, beata perché ha creduto
- Dal Vangelo secondo Luca (11,27-28): In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna, dalla folla, alzò la voce e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”. Ma Gesù disse: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.
- Commento: Maria è beata perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha custodito, infatti, più la verità nella sua mente che la carne nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria. Conta di più ciò che è portato nella mente di ciò che è portato nel grembo (Sant’Agostino di Ippona, 395-430).
- Preghiera: O beata Maria, ammetti le nostre preghiere nel santuario dell’ascolto. Accogli ciò che ti offriamo, donaci quel che domandiamo, perdona ciò che temiamo. Santa Maria, sii vicina e pronta
alla voce di chi ti implora. Sia compito tuo pregare incessantemente a favore del popolo di Dio, o Benedetta, che hai meritato di generare il prezzo del mondo (Omeliario di Alano di Farfa, VIII secolo).

28. Maria, donna della croce
- Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-27): Stavano presso la croce di Gesù sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdala. Gesù, dunque, vista la madre e presso di lei il discepolo che amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Quindi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo la prese in casa sua.
- Commento: La prima cosa da fare, la più importante di tutte, non è stare presso la croce in genere, ma stare presso la croce “di Gesù”. Non basta stare presso la croce, cioè nella sofferenza, starci anche in silenzio. No. Questo sembra già da solo una cosa eroica, eppure non è la cosa più importante. Può essere, anzi, niente. La cosa decisiva è stare presso la croce “di Gesù”. Ciò che conta non è il soffrire, ma il credere. La prima cosa è la fede (Raniero Cantalamessa).
- Preghiera: Siamo uniti nella preghiera con te, Madre di Cristo: con Te, che hai partecipato alle sue sofferenze. Tu ci conduci al Cuore del tuo Figlio agonizzante sulla croce quando, nella sua spogliazione, si rivela fino in fondo come Amore. O tu, che hai partecipato alle sue sofferenze, permettici di perseverare sempre nell’abbraccio di questo mistero. Madre del Redentore! Avvicinaci al Cuore del tuo Figlio! (San Giovanni Paolo II, 1920-2005).

29. Maria, regina degli Apostoli
- Dagli Atti degli Apostoli (1,12-14): Gli apostoli tornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi… Entrati in città, salirono nel locale del piano superiore, dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota e Giuda, figlio di Giacomo. Tutti attendevano costantemente con un cuor solo alla preghiera con le donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui.
- Commento: Maria ha dato Gesù Cristo alla terra. Lo mostrò a Giuseppe, lo mostrò ai pastori, lo mostrò a Giovanni Battista, lo mostrò al popolo gentile. Presentò Gesù al tempio, lo mostrò a Nazaret, lo indicò sapienza del Padre ai dottori, lo mostrò agli apostoli nelle nozze di Cana, lo mostrò crocifisso, salvezza al mondo intero, sul Calvario. Lo mostrò ancora al Padre riconsegnandolo al cielo nel giorno dell’ascensione, lo presentò a tutti i devoti… Ella ci mostrerà Gesù al nostro ingresso in Paradiso. Per questo Maria è l’apostola, la regina degli apostoli, la esemplare in ogni apostolato, l’ispiratrice di tutte le virtù apostoliche (Giacomo Alberione, 1884-1971).
- Preghiera: Ave, tu sei degli apostoli la voce perenne; Ave, dei martiri sei l’indomito ardire. Ave, sostegno possente della fede; Ave, vessillo splendente di grazia. Ave, per te fu spogliato l’inferno; Ave, per te ci vestimmo di gloria. Ave, Vergine e Sposa! (Tratto dall’Akathistos della Chiesa orientale).

30. Maria, assunta in cielo
- Dal Panegirico sulla Dormizione (Paragrafo 12, VI secolo): Verso le nove del mattino si udì un forte tuono dal cielo e si sparse un profumo così soave che tutti i circostanti furono presi dal sonno eccetto gli apostoli e le tre vergini, alle quali il Signore aveva concesso di essere deste. (…) Ed ecco giungere il Signore sulle nubi con una moltitudine di angeli senza numero (…) Questi, prendendone l’anima, la depose in mano a Michele, dopo averla avvolta in qualcosa come pelli, il cui splendore è impossibile a descriversi. Noi apostoli contemplammo l’anima di Maria, che venne consegnata nelle mani di Michele, sette volte più fulgida del sole.
- Commento: È ben possibile che la resurrezione della Madre di Dio abbia preceduto come anticipazione quella degli altri: durante la sua vita terrena ella li aveva già preceduti nei meriti. Quanto alla realtà della sua morte, non dobbiamo avere dubbi, dato che l’abbiamo trovata anche nell’umanità del figlio. Ma alla morte ella meritò di non soccombere a lungo: la carne assunta da lei aveva vinto la morte con la risurrezione; e il figlio, asceso al cielo nella sua maestà, aveva certo il potere di attirare la madre a sé. È indubbio che egli la rese partecipe della propria gloria e la costituì Signora di tutto il mondo (Attone di Vercelli, X secolo).
- Preghiera: Come possiamo cantarti, o Madre, senza turbare la tua santità, senza offendere il tuo silenzio? Sei la nostra natura innocente, la nostra voce avanti della colpa il solo tempio degno di lui… Vergine, madre della grazia, stendi ancora il tuo velo ai campi devastati e ritorna… (David Maria Turoldo, 1916-1992).

31. Maria, regina del mondo
- Dal libro dell’Apocalisse (12,1-2.5): Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo: era incinta e gridava in preda alle doglie e al travaglio del parto… Essa quindi diede alla luce un figlio, un maschio, quello che era destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro.
- Commento: La donna simboleggia la santa Chiesa… Costei è giustamente detta “vestita di sole”, perché ricevette nella promessa il Cristo, vero sole di giustizia. La luna è “sotto i suoi piedi”, perché il brillare dei beni temporali è sotto il suo governo. Il figlio della donna, cioè il figlio della Chiesa, della donna vergine Maria, fu rapito fino a Dio e al suo trono e di lassù, guardando quaggiù, deride tutte le teste del drago, così come ha detto lo Spirito Santo nel salmo: “Colui che abita nei cieli riderà di loro e il Signore li beffeggerà. Allora parlerà ad essi nella sua ira, e nel suo furore li confonderà: Io sono stato stabilito re da lui” (Ruperto di Deutz, XII secolo).
- Preghiera: Saluto te, Vergine benedetta, che hai sconfitto il male, sposa dell’Altissimo e madre del dolce Agnello; tu regni nei cieli e salvi la terra. Verso te tendono gli uomini mentre i demoni ti temono. Sei la stella che brilla a oriente e dissipa le tenebre d’occidente, l’aurora che annunzia il sole e il giorno che non conosce notte (Pietro Venerabile, abate di Cluny, XII secolo).

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