1514-2014: 500 anni dalla canonizzazione di san Bruno

San Bruno 3Il 19 luglio del 1514, papa Leone X autorizzava al culto di San Bruno. Celebrare questo evento ci dona l’occasione per porre l’accento sulla figura di San Bruno e sulla storia, la tradizione spirituale e umana dei Certosini. 

Sabato 19 luglio, alle ore 10.30, nella straordinaria cornice della Certosa di Serra San Bruno, si è svolta la celebrazione eucaristica presieduta dal priore della Certosa Dom Jacques Dupont, con l’ostensione del busto reliquiario di San Bruno, a ricordo del cinquecentenario della Canonizzazione del santo con la presenza di una rappresentanza dei comuni dell’antico feudo certosino, delle parrocchie e delle congreghe.

Invitati d’onore alla importante celebrazione sono le comunità calabresi con cui la Certosa ha avuto un rapporto feudale oppure nel cui territorio ricadevano importanti possedimenti terrieri  di proprietà del monastero serrese tra il XVI e il XVIII secolo e che hanno lasciato una traccia evidente in edifici,  risultanze archeologiche, nella toponomastica o nelle tradizioni religiose. Sono stati invitati a Serra San Bruno i sindaci dei 59 comuni calabresi, i parroci, le parrocchie e le congreghe di questa vasta porzione della Calabria riunita da quel filo comune che riconduce al monastero certosino di Serra.

La celebrazione eucaristica ha luogo nel piazzale antistante il monastero certosino ed è una delle rarissime volte che il priore della Certosa ha modo di presiedere una Messa solenne al di fuori delle mura certosine. Ma l’occasione è solennissima: il 1514 è un anno particolare, non solo per la proclamazione della santità di Bruno di Colonia, da parte di papa Leone X, ma anche per il ritorno dei certosini nel monastero dopo il periodo in cui questi luoghi appartenevano ai cistercensi.

Per questa importante occasione si è ritenuto opportuno ritrovarsi insieme per ricordare quanto la presenza dalla Certosa sia stata significativa per la Calabria e soprattutto quanto il santo fondatore dei certosini abbia segnato in una certa misura, con il suo cammino di santità, in terra calabrese, il corso della storia della fede e della spiritualità in questa terra. 

1aTra i partecipanti è presente don Angelo Casile, che guida una delegazione della Parrocchia di San Bruno in Reggio Calabria, la prima comunità parrocchiale dedicata al santo certosino.

Nell’omelia, p. Dupont, ha sottolineato il particolare dono di santità che vive in san Bruno: il suo continuo rimandare a Dio, fonte di ogni bontà e sommo amore per ciascuno di noi. Citando la lettera di papa Francesco al Priore della Grande Chartreuse (3 giugno 2014), dom Dupont ha ricordato che san Bruno: «Ancora oggi, la densità della sua esistenza, tutta dedicata alla ricerca assidua di Dio ed la comunione con Lui, continua ad essere  una stella luminosa all’orizzonte, per la Chiesa  e per il mondo». Ciascuno di noi è richiamato dalla santità di san Bruno ad amare Dio, pregarlo e adorarlo con cuore sincero.

Alla fine della celebrazione, don Angelo è stato chiamato dal priore ha rivolgere un saluto ai presenti, essendo il parroco della più antica parrocchia dedicata a san Bruno. Don Angelo ha ringraziato il Signore per il dono che è san Bruno per tutti noi, ha assicurato le preghiere della comunità parrocchiale per i certosini e ha chiesto al priore, dopo averlo ringraziato per la splendida celebrazione, il dono delle preghiera per la comunità.