AC in festa per i suoi 150 anni

Pubblicato giorno 7 maggio 2018 - notizie

ACI 01Sabato 5 maggio alle ore 18 in piazza Duomo, a Reggio Calabria, si è svolta la Festa con cui l’Azione Cattolica di Reggio Calabria – Bova ha celebrato i suoi primi 150 anni di vita e a cui ha partecipato la Parrocchia di San Bruno. I soci dell’Associazione insieme a S.E. Mons. Giuseppe Morosini, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria – Bova, hanno vissuto l’evento all’insegna dello slogan “FuturoPresente”, con cui si è voluto sottolineare l’attualità della loro Storia e la voglia di testimoniare la Speranza nel futuro che è già oggi storia che si fa quotidiano.

ACI 02Un appuntamento speciale per la più antica associazione laicale italiana che nel corso dei suoi lunghi anni di vita ha vissuto sempre da protagonista l’impegno ecclesiale e civile nel nostro Paese. L’evento, patrocinato dal Comune di Reggio Calabria, si è protratto per la serata e ha visto la partecipazione del gruppo musicale dei Mattanza con il loro “InVita tour” e dei ristoratori aderenti alla rete “ReggioLiberaReggio – La libertà non ha pizzo”.

ACI 03Per l’occasione è stata allestita, sempre in Piazza Duomo, una mostra storica che ha ripercorso le tappe fondamentali della storia associativa nazionale e diocesana. La Parrocchia di San Bruno ha presentato Pepè Germoleo come testimone dell’impegno nell’AC.

Il 27 giugno 1957, nasce la Parrocchia di San Bruno con Don Ma­rio Manca come primo parroco. Nello stesso anno si andò delineando la formazione dell’Unione Uomini di Azione Cattolica con il Rag. Bertorello come loro primo Presidente. Anche i ragazzi, tra cui Pepè Giarmoleo, si costituirono in associazione scegliendo come protettore San Do­menico Savio. Inizia così l’Azione Cattolica della Parrocchia di San Bruno.

Pepè è sempre stato capace di condividere con molti della Parrocchia di S. Bruno fede, ideali, esperienze e scelte di vita. Coloro che hanno intessuto relazioni fondate sull’affetto, la stima, l’amicizia e tra questi: sacerdoti, amici, colleghi, familiari, sottolineano unanimemente i valori che Pepè ha sempre testimoniato: la generosità, la gentilezza, la mitezza, la semplicità e, soprattutto, la fede e la coerenza. Dice di lui don Mario Manca, parroco di San Bruno dal 1957 al 2013:

6«Pepè, con la sua profonda preparazione spirituale, ha dato un contributo prezioso all’apostolato parrocchiale. Ha sempre amato la Chiesa nella Parrocchia. Fin da piccolo iscritto all’Azione Cattolica nella Parrocchia di Santa Caterina prima e poi di San Bruno ha, come educatore e catechista, contribuito alla formazione di fanciulli, giovani e adulti nei Gruppi e nella Peregrinatio Mariae. Come ministro straordinario della Comunione, portava Gesù agli ammalati, interessandosi anche delle loro necessità e dei loro problemi. Severo con sé stesso, umile, senza mettersi in mostra, dava suggerimenti per migliorare l’apostolato parrocchiale. Era un cristiano completo, non si isolava nella sua spiritualità, amava la vita, l’amicizia».

7La sua fede lo ha portato in Africa, a Kandì in Benin dove, assieme all’annuncio del Vangelo, ha saputo aiutare le comunità locali costruendo scuole, pozzi ed altri edifici al fine di promuovere l’educazione, la formazione, la cultura senza dimenticarsi delle prime necessità dei fratelli africani. Ancora oggi queste opere continuano a mantenere viva la sua memoria. Devotissimo alla Madonna, ritorna alla Casa del Padre la Vigilia della festa dell’Immacolata, alle ore 23,30 del 7 dicembre 2008.

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